RC Auto, Assoutenti: premi ancora in aumento mentre le compagnie crescono. «IVASS esca dalla passività»

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Secondo Assoutenti il mercato assicurativo gode di ottima salute economica e tecnica, mentre gli automobilisti continuano a pagare polizze sempre più care. L’associazione chiede maggiore trasparenza sui costi, un ruolo più incisivo di IVASS e interventi urgenti sui casi critici come DallBogg e sulle polizze CAT NAT.

 

Premi r.c. auto ancora in aumento, compagnie patrimonialmente solide, raccolta premi in crescita, redditività in miglioramento e nuova Tabella Unica Nazionale sulle macrolesioni potenzialmente favorevole ai bilanci delle imprese assicurative.

Per Assoutenti il quadro è ormai chiaro: gli automobilisti continuano a pagare di più, mentre il mercato assicurativo mostra evidenti segnali di piena salute economica e tecnica.

Secondo i dati emersi dalla Relazione IVASS, nel 2025 il premio medio delle autovetture si è attestato a 438 euro, con un aumento del 4,5%. Nel quarto trimestre 2025 il prezzo medio della polizza r.c. auto è arrivato a 432 euro, registrando un incremento annuo del 3,5%. Livelli che restano superiori alla media europea e a quelli registrati in Paesi come Francia, Germania e Spagna.

Nello stesso periodo il settore assicurativo ha ulteriormente rafforzato solidità patrimoniale, raccolta, investimenti, redditività e liquidità. Il risultato di esercizio delle imprese italiane e delle rappresentanze extra SEE è salito a 11,6 miliardi di euro, con un incremento del 10,8%. «Non siamo davanti a compagnie in ginocchio, ma a un mercato che aumenta i premi mentre migliora i propri conti», dichiara Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti. «IVASS non può comportarsi da notaio del mercato. Deve dire se questi aumenti sono realmente giustificati o se gli assicurati stanno pagando più del dovuto».

Macrolesioni e Tabella Unica Nazionale: serve trasparenza

Assoutenti denuncia inoltre il silenzio sul possibile effetto economico della nuova Tabella Unica Nazionale per le macrolesioni. La disciplina entrata in vigore nel 2025 incide infatti sui sinistri più gravi e costosi e potrebbe rendere più prevedibili e, in diversi casi, meno onerose le liquidazioni a carico delle compagnie.

«Si parla sempre di ricambi, manodopera e costi di riparazione, ma quasi mai dei risparmi che le compagnie possono ottenere sulle lesioni gravi», afferma Stefano Mannacio, responsabile del settore assicurativo di Assoutenti. «IVASS deve pubblicare dati separati su danni materiali, microlesioni, macrolesioni, riserve e pagamenti effettivi. Senza questi numeri, ogni giustificazione degli aumenti tariffari resta parziale».

Indagine IVASS-AGCM: i consumatori devono essere ascoltati

L’associazione prende atto dell’annuncio di una indagine conoscitiva che IVASS condurrà insieme all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sul settore assicurativo, con particolare riferimento ai meccanismi di compensazione tra imprese nel risarcimento diretto e al funzionamento del sistema bonus-malus.

Per Assoutenti si tratta di un passaggio necessario, ma non sufficiente. I consumatori devono essere formalmente coinvolti nell’elaborazione dell’indagine.

Non è accettabile che una riforma del settore venga costruita ascoltando solo imprese, tecnici e apparati istituzionali. Gli assicurati, i danneggiati e le associazioni che ogni giorno raccolgono reclami, ritardi, dinieghi immotivati, clausole limitative e disservizi devono essere ascoltati fin dall’inizio.

«Se si vuole davvero capire perché il sistema r.c. auto non funziona, bisogna ascoltare chi lo subisce», prosegue Mannacio. «Il risarcimento diretto, il bonus-malus, le clausole contrattuali, le scatole nere, i tempi di liquidazione e l’accesso agli atti non sono questioni astratte. Sono problemi concreti che incidono ogni giorno sui diritti dei cittadini».

Il caso DallBogg: «Un disastro annunciato»

Per Assoutenti il caso DallBogg conferma la debolezza del sistema di vigilanza. Dopo mesi di criticità, divieti, ritardi e incertezze, assicurati e danneggiati italiani rischiano di trovarsi intrappolati in un meccanismo opaco, affidato a decisioni estere e a tempi incompatibili con la tutela delle vittime della strada.

«DallBogg non è un incidente improvviso. È un disastro annunciato», aggiunge Mannacio. «IVASS non può limitarsi a rinviare i cittadini a comunicati e procedure straniere. Deve pretendere la nomina immediata di un commissario o mandatario italiano con poteri effettivi sulla gestione dei sinistri aperti in Italia».

Assoutenti chiede inoltre un chiarimento urgente sui sinistri in risarcimento diretto: quando il danneggiato ha già maturato il diritto al pagamento e vi è una intesa scritta, il blocco o il dissesto della compagnia gestionaria non può ricadere sulla vittima.

«Nei sinistri CARD il rapporto interno tra compagnie non può travolgere il danneggiato», sottolinea Mannacio. «Se DallBogg non paga, deve intervenire la compagnia del responsabile civile. E se l’accordo era già stato perfezionato per iscritto, il pagamento deve essere integrale e immediato».

Polizze CAT NAT: obbligo sì, ma con tutele certe

Assoutenti evidenzia anche l’urgenza di una revisione legislativa delle polizze contro le catastrofi naturali. L’obbligo assicurativo rischia infatti di trasformarsi in un adempimento costoso, ma non sempre realmente protettivo.

Troppe esclusioni, troppe incertezze sui criteri di valutazione, troppi margini interpretativi su franchigie, scoperti, massimali e perimetro degli eventi coperti rendono difficile per imprese, microimprese e piccoli operatori comprendere cosa sarà effettivamente indennizzato in caso di evento catastrofale.

Il tema è ancora più delicato perché molte piccole imprese, pur essendo formalmente operatori economici, si trovano in una posizione sostanzialmente debole rispetto alle compagnie: sono obbligate ad assicurarsi, ma non sempre dispongono degli strumenti tecnici necessari per valutare la reale utilità della copertura acquistata.

«Anche sulle CAT NAT serve chiarezza legislativa», dichiara Mannacio. «Non basta imporre una polizza. Bisogna dire con precisione cosa è coperto, cosa è escluso, come si stimano i beni, come si valuta il danno e quali tutele ha l’assicurato quando l’impresa liquida in modo unilaterale o restrittivo. Un obbligo assicurativo senza certezza dell’indennizzo rischia di essere solo un costo imposto».

Le richieste di Assoutenti

L’associazione chiede a IVASS, Governo e Parlamento:

  • una verifica pubblica sulla reale giustificazione degli aumenti r.c. auto;
  • la pubblicazione di dati separati su macrolesioni, microlesioni, danni materiali, riserve, pagamenti effettivi e utili tecnici;
  • un monitoraggio specifico sugli effetti economici della Tabella Unica Nazionale;
  • il coinvolgimento formale delle associazioni dei consumatori nell’indagine IVASS-AGCM;
  • misure straordinarie sul caso DallBogg e un presidio italiano effettivo sui sinistri;
  • indicazioni immediate sul pagamento dei sinistri CARD già definiti o maturi per la liquidazione;
  • una revisione legislativa delle polizze CAT NAT;
  • la portabilità del certificato assicurativo per favorire la concorrenza e ridurre i premi;
  • termini più brevi e sanzioni effettive per ritardi nelle liquidazioni;
  • l’eliminazione delle clausole limitative del risarcimento integrale;
  • il superamento del risarcimento diretto e il ritorno a un sistema di responsabilità civile pura;
  • la garanzia di riparazioni a regola d’arte;
  • una disciplina più trasparente sull’utilizzo delle scatole nere;
  • sanzioni reali per ritardi, offerte non motivate e ostacoli all’accesso agli atti.

«La r.c. auto è obbligatoria. Ora anche le coperture catastrofali entrano nella vita economica di migliaia di imprese come obbligo assicurativo», conclude Melluso. «Proprio per questo il settore non può essere lasciato all’autoregolazione del mercato. IVASS deve scegliere se essere una vera autorità di vigilanza o un ufficio che prende atto dei problemi quando ormai sono esplosi. Gli assicurati, le vittime della strada, le microimprese e i consumatori hanno bisogno di tutela effettiva, non di comunicati tardivi».