Monopattini: Assoutenti scrive al Mit e segnala problematiche legate a nuova targa

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COMUNICATO STAMPA

14 maggio 2026

 

Monopattini: Assoutenti scrive al Mit e segnala problematiche legate a nuova targa. Si deteriora e può staccarsi facilmente

 

 16 maggio scade termine per dotarsi del contrassegno

 

 

In merito all’obbligo di targa per i monopattini elettrici Assoutenti ha inviato una istanza al Ministero dei trasporti segnalando alcune criticità legate al nuovo contrassegno.

Come noto entro il prossimo 16 maggio i proprietari di monopattini elettrici dovranno dotarsi della apposita targa da installare sul mezzo, e chi non si adegua andrà incontro a sanzioni fino a 400 euro – ricorda Assoutenti – Tuttavia numerose segnalazioni giunte all’associazione evidenziano alcune problematiche legate proprio alla natura del contrassegno.

Un primo ordine di problemi riguarda l’adesione del contrassegno alle superfici del mezzo: qualora il parafango posteriore o il piantone dello sterzo non risultino perfettamente puliti, sgrassati e asciutti, l’adesivo non garantisce un’aderenza adeguata, con concreto rischio di distacco prematuro. La situazione è aggravata dal fatto che le superfici destinate all’applicazione sono frequentemente curve, ruvide o realizzate in plastica porosa, rendendo di fatto impossibile far aderire l’etichetta in modo uniforme su tutta la sua estensione – scrive Assoutenti nell’istanza al Mit – Il posizionamento sul parafango posteriore, poi, espone l’etichetta a forti vibrazioni durante la marcia, nonché a pioggia, fango e sbalzi di temperatura, fattori che ne accelerano il deterioramento e ne compromettono progressivamente la leggibilità. Un aspetto di particolare rilievo riguarda la natura antimanomissione e l’irreversibilità del contrassegno: l’etichetta è progettata con microtagli che ne determinano la frammentazione in caso di tentativo di rimozione, rendendo impossibile la riapposizione. Ne consegue che un posizionamento errato — anche determinato dalle difficoltà tecniche sopra descritte — comporta la perdita definitiva del contrassegno e la necessità di richiederne uno nuovo, con relativi oneri a carico del cittadino.

“Per tali motivi abbiamo chiesto al Mit di rendere disponibili contrassegni con caratteristiche tecniche adeguate alle molteplici tipologie di superfici presenti sui monopattini in commercio, e di valutare forme alternative di identificazione del mezzo — quali un contrassegno rigido avvitabile, un sistema QR-code su supporto rigido o un codice identificativo gestito tramite banca dati — che garantiscano le medesime finalità di tracciabilità senza i rischi di applicazione errata o deterioramento sopra descritti” – conclude il presidente Gabriele Melluso.

 

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