Caro-carburanti: a parità di petrolio, prezzi alla pompa diversissimi

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COMUNICATO STAMPA

5 agosto 2026

 

 

Caro-carburanti: a parità di petrolio, prezzi alla pompa diversissimi. Ecco la prova che non solo è il greggio a dettare il prezzo

 

Da Platts meccanismo speculativo che disancora listini ai distributori da greggio. Intervenga l’Ue per riportare equilibrio nella filiera dei carburanti

 

Non è l’andamento del petrolio a determinare i prezzi alla pompa di benzina e gasolio, ma la cabina di regia che decide a quanto devono essere venduti quotidianamente i carburanti risiede nel Platts. Lo dimostrano i dati del 2026: confrontando periodi diversi con un prezzo del greggio pressoché identico, i prezzi alla pompa risultano nettamente differenti. La denuncia arriva oggi da Furio Truzzi, commissario designato dal Cncu presso la Commissione di allerta rapida per la sorveglianza dei prezzi del Mimit, e da Assoutenti.

Il caso più eclatante riguarda il gasolio che, a parità del prezzo del greggio a 80 dollari al barile registrato il 3 marzo scorso, costa oggi costa 0,38 euro in più, e nonostante sul prezzo di agosto pesi in senso favorevole lo sconto sulle accise da 17 centesimi di euro al litro, entrato in vigore il 28 luglio ma mai interamente trasferito agli automobilisti. Al netto di quello sconto, il divario reale, a parità di costo del barile, supera mezzo euro al litro: circa 0,55 euro.

Lo stesso schema si ripete se si confrontano i prezzi alla pompa ad aprile 2026 e a luglio 2026, quando cioè il petrolio ha raggiunto il picco di 100 dollari al barile: depurato dall’effetto sconto sulle accise in vigore sia ad aprile che a luglio, il gasolio il 13 aprile costava 2,404 euro al litro, contro i 2,141 euro del 23 luglio. In entrambe le date il greggio era quotato sui 100 dollari al barile.

Anche la benzina con il Brent a 80 dollari al barile costa più che con petrolio a 100 dollari: 1,957 euro al litro il 23 luglio, 1,997 euro/litro oggi 5 agosto: in sostanza si paga di più quando il petrolio costa di meno.

«Questi numeri dimostrano come le quotazioni del petrolio siano utilizzate come scusa per far salire in modo immediato i listini alla pompa, ed evidenziano come non sia il greggio a determinare i prezzi quotidiani dei carburanti. Il sistema di formazione del prezzo basato sulle quotazioni Platts è un meccanismo speculativo, costruito per massimizzare i profitti dell’industria della raffinazione. Poiché prodotti energetici e carburanti sono beni strategici, chiediamo un intervento congiunto degli Stati europei che riporti il mercato ai suoi reali costi di produzione, riconoscendo un legittimo profitto ma ponendo fine al “liberi tutti” che consente di spremere consumatori e utenti peggio dei limoni» — dichiarano Furio Truzzi, commissario designato dal Cncu presso la Commissione di allerta rapida per la sorveglianza dei prezzi del Mimit, e Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti.

 

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