ChatGPT usa quello che scrivo?

49

ChatGPT è ormai entrato nelle abitudini di milioni di italiani. Secondo le rilevazioni MyMetrix di Comscore, nell’ottobre 2025 gli utenti italiani del servizio erano arrivati a 14,7 milioni, contro poco più di 5 milioni nell’ottobre 2024: quasi il triplo in circa un anno.[1]

C’è però una domanda che tutti dovremmo farci quando iniziamo a usarlo: che fine fa quello che scriviamo a ChatGPT?

Pensiamoci. Possiamo chiedergli di correggere una mail, riassumere un contratto, confrontare due prodotti o aiutarci con un problema di lavoro. E, senza quasi accorgercene, possiamo finire per scrivere nomi, indirizzi, informazioni personali o dati che riguardano altre persone.

Quindi: ChatGPT usa quello che scriviamo? In alcuni casi sì. Ma possiamo scegliere come vengono utilizzate le nostre conversazioni modificando alcune impostazioni.

#PillolediIA è la rubrica di Assoutenti dedicata all’intelligenza artificiale e al suo utilizzo nella vita di tutti i giorni. Cercheremo di rispondere, con un linguaggio semplice, alle domande che possono nascere quando utilizziamo questi nuovi strumenti.

Avete altre curiosità o domande? Oppure ritenete che, nell’utilizzo di servizi basati sull’intelligenza artificiale, un vostro diritto non sia stato rispettato e abbiate bisogno di tutela? Scriveteci all’indirizzo [email protected]

1. Quali strumenti abbiamo per tutelare la nostra privacy?

Prima di tutto, chiariamo un nome che incontreremo più volte: OpenAI è l’azienda che ha creato e gestisce ChatGPT.
Quando parliamo di come vengono trattate le nostre conversazioni, dobbiamo quindi parlare anche delle regole e delle impostazioni previste da OpenAI.

Quando utilizziamo un account personale, OpenAI può utilizzare i contenuti delle nostre conversazioni per migliorare e addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale, a seconda delle impostazioni che abbiamo scelto.[2]

In parole semplici: le nostre conversazioni possono contribuire a rendere i sistemi di OpenAI migliori. Se non vogliamo che le nuove conversazioni vengano utilizzate a questo scopo, possiamo disattivare questa possibilità.

Su ChatGPT via web:

Impostazioni → Controlli dei dati → “Migliora il modello per tutti”

Disattivando l’opzione possiamo continuare a utilizzare ChatGPT normalmente. Le conversazioni continueranno a comparire nella cronologia, ma le nuove chat non verranno utilizzate per addestrare i modelli.[3]

Attenzione, però, a un’eccezione. Se scegliamo volontariamente di inviare un feedback su una risposta, ad esempio utilizzando il pollice in su o il pollice in giù, OpenAI informa che l’intera conversazione associata a quel feedback può essere utilizzata per migliorare i suoi modelli, anche se avevamo precedentemente disattivato l’addestramento sulle nostre chat.[2]

2. Se parlo di un prodotto, poi mi compare la pubblicità?

Facciamo un esempio. Stiamo pensando di comprare un nuovo smartphone e chiediamo
a ChatGPT: “MEGLIO IL TELEFONO A O IL TELEFONO B?”

Potrebbe poi comparirci su ChatGPT una pubblicità relativa a uno smartphone? Sì, può succedere per gli utenti dei piani e nei Paesi in cui ChatGPT mostra annunci pubblicitari.[4]

Questo, però, non significa che la nostra conversazione sia stata consegnata all’azienda che vende quel telefono.

OpenAI dichiara infatti di non condividere le conversazioni con gli inserzionisti e di non vendere i dati degli utenti agli inserzionisti. Le aziende che fanno pubblicità non hanno accesso alle nostre chat, alla cronologia, alla memoria o ai nostri dati personali.[4]

In pratica, l’azienda che pubblicizza lo smartphone non vede che cosa abbiamo scritto. È il sistema pubblicitario di ChatGPT che può utilizzare il contesto e l’intento della conversazione in corso per scegliere un annuncio ritenuto pertinente.

Quando la personalizzazione degli annunci è attiva, ChatGPT può prendere in considerazione anche altri segnali legati alla nostra esperienza sul servizio, come precedenti conversazioni, memoria o interazioni con gli annunci, secondo le impostazioni disponibili per il nostro account.[4]

Nello Spazio economico europeo, quando viene proposta la personalizzazione pubblicitaria, OpenAI indica il consenso dell’utente come base per questo trattamento.[5]

La cosa importante da ricordare è quindi questa: quello che scriviamo può influenzare la pubblicità che vediamo, ma questo non significa che l’inserzionista possa leggere la nostra  conversazione.

3. E se cancello una conversazione?

Anche qui è importante capire la differenza tra quello che vediamo sul nostro schermo e quello che accade nei sistemi di ChatGPT.

Quando eliminiamo una conversazione, questa viene rimossa immediatamente dalla nostra cronologia visibile. OpenAI indica però che viene poi programmata per la cancellazione definitiva dai suoi sistemi entro 30 giorni.[6]

Ci sono alcune eccezioni: ad esempio quando i dati sono già stati de-identificati e dissociati dall’account oppure quando OpenAI deve conservarli più a lungo per motivi di sicurezza o per obblighi di legge.

Attenzione anche alla differenza tra eliminare e archiviare.

  • Eliminare una conversazione significa chiederne la cancellazione.
  • Archiviare una conversazione significa soltanto nasconderla
    dalla normale barra laterale: la chat continua a essere conservata nell’account.

Una chat eliminata, inoltre, non può essere recuperata.[6]

4. Non voglio lasciare la conversazione nella cronologia: cosa posso fare?

Possiamo utilizzare la Chat temporanea. È una modalità pensata per le conversazioni che non vogliamo conservare nella normale cronologia. Secondo OpenAI, le Chat temporanee:

  • non compaiono nella cronologia;
  • non vengono utilizzate per addestrare i modelli;
  • non creano né utilizzano ricordi della memoria di ChatGPT;
  • vengono eliminate automaticamente dai sistemi di OpenAI entro 30 giorni.

OpenAI precisa inoltre che queste conversazioni possono essere sottoposte a controlli per finalità di sicurezza e prevenzione degli abusi.[7] Quindi anche qui vale una regola importante: “temporanea” non significa che ciò che scriviamo scompaia istantaneamente da ogni sistema.

5. Prima di incollare un documento, fermiamoci un secondo

Questa probabilmente è la regola più importante di tutta la nostra #PillolediIA.

Prima di scrivere un’informazione personale o caricare un documento, chiediamoci: ChatGPT ha davvero bisogno di conoscere questi dati per aiutarmi?

Se vogliamo fargli correggere una lettera, probabilmente non gli servono nome, cognome, indirizzo, codice fiscale e numero di telefono della persona alla quale dobbiamo inviarla. Possiamo, ad esempio, sostituire il nome reale con “Mario Rossi”, togliere l’indirizzo e cancellare tutti i dati che non servono per svolgere il compito.

Lo stesso vale per:

  • contratti;
  • bollette;
  • comunicazioni della banca;
  • documenti di lavoro;
  • documenti sanitari;
  • pratiche amministrative;
  • documenti che contengono dati di clienti o altre persone.

Prima di caricare un documento possiamo eliminare o oscurare nomi, indirizzi, numeri di conto, codici fiscali, numeri di telefono e tutte le informazioni che non sono necessarie per la domanda che vogliamo fare.

Ancora più attenzione è necessaria quando quelle informazioni non riguardano noi, ma un cliente, un collega, un familiare o un’altra persona.

6. #PillolediIA: le 5 cose da ricordare

  1. Non scriviamo più informazioni di quelle che servono.

  2. Se non vogliamo che le nuove conversazioni siano utilizzate per
    migliorare i modelli di OpenAI, possiamo disattivare “Migliora il modello
    per tutti”.

  3. Per una conversazione che non vogliamo nella normale cronologia
    possiamo utilizzare la Chat temporanea.

  4. Se carichiamo un documento, togliamo prima i dati personali che
    non servono.

  5. Una conversazione può influenzare la pubblicità che vediamo su
    ChatGPT, ma questo non significa che l’azienda che fa quella pubblicità possa
    leggere ciò che abbiamo scritto.

L’intelligenza artificiale può essere uno strumento molto utile. Ma utilizzarla bene significa anche sapere quali informazioni darle e quali, invece, tenere per noi.

Prima di premere “Invio”, quindi, facciamoci sempre una domanda: “ChatGPT ha davvero bisogno di sapere questa cosa per aiutarmi?”

Se la risposta è no, meglio non scriverla.

#PillolediIA è la rubrica di Assoutenti dedicata all’intelligenza artificiale e al suo utilizzo nella vita di tutti i giorni. Cercheremo di rispondere, con un linguaggio semplice, alle domande che possono nascere quando utilizziamo questi nuovi strumenti.

Avete altre curiosità o domande? Oppure ritenete che, nell’utilizzo di servizi basati sull’intelligenza artificiale, un vostro diritto non sia stato rispettato e abbiate bisogno di tutela? Scriveteci all’indirizzo [email protected]

 Segui la nostra pagina Facebook

✅ Se vuoi contattare Assoutenti per un reclamo clicca qui

Iscriviti alla Newsletter per essere sempre informato sulle attività, le campagne che portiamo avanti e su tutte le news e le informazioni che riguardano i consumatori…e anche te

Assoutenti e Intelligenza artificiale

Assoutenti rinnova il patrocinio al DIGEAT Festival 2026

Anche quest'anno Assoutenti conferma il proprio patrocinio al DIGEAT Festival, l'appuntamento dedicato ai temi della trasformazione digitale, della protezione dei dati, dell'intelligenza artificiale e...

Mythos: cos’è la nuova IA e cosa cambia per cittadini e consumatori

Mythos, l'intelligenza artificiale che potrebbe cambiare il nostro rapporto con la tecnologia Se ChatGPT ha insegnato alle macchine a conversare, Mythos potrebbe insegnare loro a...
Intelligenza artificiale e diritti dei consumatori governare il cambiamento digitale

Intelligenza artificiale: siamo pronti a governare il cambiamento?

L’intelligenza artificiale è già parte della vita quotidiana: orienta ricerche, servizi, consumi, informazione e lavoro. Per...

Assoutenti partecipa al DIGEAT Festival con il progetto LESS per promuovere un utilizzo consapevole...

Lecce, 28 novembre 2025 – Museo Sigismondo Castromediano Le tecnologie digitali influenzano in modo sempre più profondo la nostra vita quotidiana: dal modo in cui...

Orientamenti 2025: privacy, intelligenza artificiale, sostenibilità e riuso

COMUNICATO STAMPA  16 novembre 2025     Orientamenti 2025: privacy, intelligenza artificiale, sostenibilità e riuso – Lo Stand dei Consumatori protagonista al Festival Genova, 16 novembre 2025 – Il...