COMUNICATO STAMPA
27 aprile 2026
RC Auto, Assoutenti: dove non è arrivata l’Ivass è arrivata la Cassazione. Vittoria della Carta di Bologna degli assicurati
Ora il legislatore intervenga subito per impedire alle compagnie di aggirare il principio affermato dalla Suprema Corte
Dove non è arrivata l’Ivass è arrivata la Cassazione. La decisione della Suprema Corte che mette in dubbio le clausole assicurative che penalizzano l’automobilista quando sceglie una carrozzeria non convenzionata rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela degli assicurati, dei consumatori e della libertà di mercato.
Assoutenti accoglie con grande soddisfazione l’ordinanza della Cassazione che frena sulle pratiche di canalizzazione forzata verso le carrozzerie fiduciarie delle compagnie assicurative. Clausole che prevedono franchigie, scoperti o penalizzazioni economiche più pesanti per chi si rivolge al proprio artigiano di fiducia rischiano infatti di comprimere un diritto essenziale: la libera scelta del professionista cui affidare la riparazione del veicolo.
Per Assoutenti si tratta di una vittoria piena della Carta di Bologna degli assicurati, che da tempo afferma un principio semplice: il cittadino assicurato non può essere trasformato in un soggetto indirizzato, condizionato o economicamente punito quando esercita la propria autonomia contrattuale.
“La Cassazione va nella direzione di ristabilire un principio di civiltà giuridica e di equilibrio del mercato – dichiara il presidente Gabriele Melluso – L’assicurato non è proprietà della compagnia. Ha diritto di scegliere il carrozziere, il riparatore, l’artigiano di fiducia. Quando una polizza rende economicamente svantaggiosa questa scelta, non sta offrendo un servizio migliore: sta limitando la libertà del consumatore. Dove la vigilanza non è stata sufficiente, è intervenuta la giurisprudenza”.
Assoutenti chiede quindi un intervento immediato del legislatore, anche nell’ambito delle prossime misure in materia di RC Auto, concorrenza e tutela dei consumatori, per ribadire in modo chiaro che ogni clausola diretta a penalizzare la libera scelta del riparatore deve essere considerata nulla, abusiva e contraria ai principi del Codice del consumo.
“Il punto politico e giuridico è chiarissimo – afferma Stefano Mannacio, responsabile assicurazioni di Assoutenti – Non si può pagare diversamente lo stesso danno solo perché l’assicurato sceglie un operatore indipendente invece di uno convenzionato con la compagnia. Questo meccanismo altera il mercato, colpisce l’artigianato indipendente e comprime la libertà contrattuale del consumatore. La Cassazione indica una strada precisa: il libero accesso al mercato non può essere sacrificato alle strategie di canalizzazione delle imprese assicurative”.
Secondo Assoutenti, il rischio ora è che le compagnie provino a riformulare le clausole, cambiandone la veste ma non la sostanza. Per questo è necessario un intervento normativo netto, capace di impedire aggiramenti, interpretazioni elusive e nuove forme di penalizzazione indiretta. La Carta di Bologna degli assicurati nasce proprio per questo: difendere il cittadino nei rapporti con un sistema assicurativo sempre più squilibrato.
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