Riscaldamento domestico: quando accendere e come risparmiare

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2022 – Come ridurre i consumi e gli sprechi di gas?

L’autunno è ormai arrivato e nonostante le temperature in alcune zone d’italia restino ancora miti, sappiamo che a breve cambieranno e caleranno e sarà necessario scaldare le nostre case.

Il Ministero della Transizione Ecologica aveva firmato, nella giornata del 6 ottobre, un nuovo Decreto che stabilisce nuovi limiti e orari per i riscaldamenti e che mette in pratica quanto previsto dal nuovo Piano Nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale,  tuttavia le temperature registrate in questo periodo, più alte rispetto a quelle degli anni scorsi, hanno portato i sindaci di diverse città alla decisione di posticipare ulteriormente le date di accensione in alcune zone.

In questo articolo cercheremo di focalizzare l’attenzione sui nuovi obblighi imposti dal Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale e sugli accorgimenti che possiamo e vogliamo adottare per contenere i consumi e ridurre gli sprechi.

Qui è scaricabile il vademecum completo 👉Indicazioni essenziali per una corretta impostazione degli impianti di riscaldamento a gas con le prescrizioni per la stagione invernale 2022-2023 ed i limiti di tempi di accensione divisi per zone climatiche.

Noi abbiamo cercato di fare una sistesi grafica degli accorgimenti che si possono e si devono mettere in atto.
E ricordati: se vuoi, puoi fare di più, fallo. Ne beneficeranno l’ambiente e le tue tasche!

2021

La brutta stagione, insieme ai recenti rincari dell’energia elettrica e il gas, impongono quest’anno un’attenzione ancora maggiore del solito nell’ottica di contenere i costi e risparmiare sul gas e sul riscaldamento.

Abbiamo perciò deciso di riunire qui una serie di regole, consigli, indicazioni e buone prassi per risparmiare con i riscaldamenti in casa, oltre alle informazioni sulle tempistiche di accensione degli impianti nelle varie Regioni.

Accensione riscaldamento 2021, date e orari regione per regione

La legge n. 10/1991 e il DPR n. 412/1993 hanno diviso il Paese in zone climatiche, identificando sei fasce cui sono state fatte corrispondere intervalli di riscaldamento diversi per gli impianti centralizzati.

  • ZONA A – Per ultima la zona A, quelle delle isole Linosa e Lampedusa e Porto Empedocle. Qui i termosifoni si accenderanno il primo dicembre e si spegneranno prima di tutti: il 15 marzo. Non si potrà inoltre superare le 6 ore al giorno di riscaldamento.
  • ZONA B – Termosifoni accesi dal primo dicembre al 31 marzo e limite orario per la zona B di 8 ore: vi rientrano Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa e Trapani.
  • ZONA C – La zona C potrà accendere i termosifoni dal 15 novembre fino al 31 marzo, e non per più di 10 ore al giorno. Ne fanno parte l’area adriatica settentrionale e le province di Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Imperia, Latina, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari e Taranto.
  • ZONA D – Residenti in zona D. Dal primo novembre al 15 aprile, fino a 12 ore al giorno, potranno accendere i riscaldamenti le province di Avellino, Ancona, Ascoli Piceno, Caltanissetta, Chieti, Forlì, Firenze, Genova, Grosseto, Isernia, Livorno e Lucca. Comprende inoltre Macerata, Massa Carrara, Foggia, Matera, Nuoro, Pesaro, Pisa, Pistoia, Prato, Pescara, Roma, Siena, Terni, Teramo, Vibo Valentia e Viterbo.
  • ZONA E – I riscaldamenti si accenderanno per un massimo di 14 ore al giorno dal 15 ottobre al 15 aprile nella zona E. Sono incluse le province di Alessandria, Aosta, Asti, Bergamo, Biella, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli e Bologna, Bolzano, Ferrara, Gorizia, Modena, Parma, Piacenza, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini e Rovigo, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza, Arezzo, Perugia, Frosinone, Rieti, Campobasso, Enna, L’Aquila e Potenza.
  • ZONA F – Le aree più fredde rientrano nella zona F: quella delle Alpi, di Belluno e di Trento. Per questo motivo non sono previste limitazioni né di orario né di tempo. Il riscaldamento può essere acceso in qualunque momento e per tutto il tempo necessario.

Le regole per risparmiare riscaldamento e avere più comfort a casa nostra

L’ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha diffuso un decalogo per rendere più efficienti gli impianti di riscaldamento, essere in regola con la normativa, migliorare il comfort nelle nostre abitazioni e risparmiare in bolletta.
Ecco le 10 regole per risparmiare:

1) Esegui la manutenzione degli impianti.

È la regola numero uno, sia per motivi di sicurezza sia per evitare sanzioni: un impianto ben regolato, pulito e senza incrostazioni di calcare consuma e inquina meno. Senza dimenticare che chi non effettua la manutenzione del proprio impianto rischia una multa a partire da 500 euro (DPR 74/2013).

2) Controlla la temperatura degli ambienti.

Scaldare troppo la casa fa male alla salute ma soprattutto alle tasche: la normativa prevede una temperatura di 20 gradi più 2 (totale 22) di tolleranza, ma 19 gradi sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Inoltre, per ogni grado in meno si risparmia dal 5 al 10% sui consumi di combustibile.

3) Attenzione alle ore di accensione.

È inutile tenere acceso l’impianto termico di giorno e di notte. In un’abitazione efficiente, il calore accumulato garantisce un sufficiente grado di comfort anche nel periodo di spegnimento. Il tempo massimo di accensione giornaliero varia per legge a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia: da un massimo di 14 ore giornaliere per gli impianti in zona E (nord e zone montane) alle 8 ore della zona B (fasce costiere del Sud Italia).

4) Installa pannelli riflettenti tra muro e termosifone.

È possibile massimizzare l’efficienza del proprio sistema di riscaldamento, dei termosifoni, grazie a questi pannelli di esiguo spessore, dai 3 agli 8 millimetri, termoresistenti, ignifughi, atossici. Si tratta di una soluzione semplice ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore.

5) Scherma le finestre durante la notte.

Una soluzione semplicissima ma troppo spesso dimenticata: per favorire il mantenimento del caldo all’interno delle mura domestiche è importante anche schermare le finestre durante la notte, chiudere persiane e tapparelle e soprattutto avere degli infissi ad alto isolamento termico, per evitare spifferi e dispersioni di calore. Attenzione, inoltre, a non lasciare troppo a lungo le finestre aperte durante il giorno: per rinnovare l’aria in una stanza bastano pochi minuti, mentre lasciarle troppo a lungo comporta solo inutili dispersioni di calore.

6) Evita ostacoli davanti e sopra i termosifoni.

Un’altra regola di assoluto buon senso per evitare gli sprechi di energia e il conseguente salasso in bolletta: posizionare tende o mobili davanti ai termosifoni o usarli come asciuga-biancheria ostacola la diffusione del calore verso l’ambiente ed è una tra le più diffuse fonti di di spreco.

7) Fai un check-up alla tua casa.

Chiedere a un tecnico di fare una diagnosi energetica dell’edificio è il primo passo da fare per valutare lo stato dell’isolamento termico di pareti e finestre e l’efficienza degli impianti di climatizzazione. La diagnosi suggerirà gli interventi da realizzare valutandone il rapporto costi benefici. Oltre ad abbattere i costi per il riscaldamento anche fino al 40%, gli interventi diventano ulteriormente convenienti se si usufruisce delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, l’Ecobonus.

8) Scegli impianti di riscaldamento innovativi.

È opportuno valutare la possibilità di sostituire il vecchio generatore di calore con uno a condensazione o con pompa di calore ad alta efficienza. Sono disponibili anche caldaie alimentate a biomassa e sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) abbinati a impianti solari termici per scaldare l’acqua e fotovoltaici per produrre energia elettrica. Anche per questi interventi è possibile usufruire degli sgravi fiscali.

9) Scegli soluzioni tecnologiche innovative.

È indispensabile dotare il proprio impianto di una centralina di regolazione automatica della temperatura che evita inutili picchi o sbalzi di potenza. La possibilità di programmazione oraria, giornaliera e settimanale garantisce un ulteriore risparmio energetico. Anche la domotica aiuta a risparmiare. Cronotermostati e rilevatori di presenza elettronici consentono di regolare anche a distanza la temperatura degli ambienti e il tempo di accensione degli impianti di riscaldamento, in modo da mantenerli in funzione solo al bisogno.

10) Applica le valvole termostatiche.

Queste apparecchiature servono a regolare il flusso dell’acqua calda nei termosifoni, consentendo di non superare la temperatura impostata per il riscaldamento degli ambienti. Obbligatorie per legge nei condomini, le valvole termostatiche permettono di ridurre i consumi fino al 20%.