L’associazione contraria al ritorno della pubblicità del gioco d’azzardo negli stadi e durante gli eventi calcistici. «A guadagnarci sarebbero soprattutto le società di betting, mentre a pagare il prezzo più alto sarebbero giovani e famiglie»
Il possibile ritorno della pubblicità del gioco d’azzardo nel calcio italiano rappresenta, per Assoutenti, un rischio troppo elevato sul piano sociale e della tutela dei consumatori.
L’associazione esprime preoccupazione per le ipotesi avanzate nelle ultime settimane sul superamento del divieto di promuovere scommesse e gioco d’azzardo durante gli eventi calcistici e rivolge un appello al nuovo presidente della FIGC, Giovanni Malagò, affinché vengano valutate con attenzione le conseguenze di una simile scelta.
«Comprendiamo le difficoltà economiche che attraversano molte società calcistiche italiane e rispettiamo il lavoro del nuovo presidente della FIGC, Giovanni Malagò, al quale rivolgiamo i nostri auguri di buon lavoro. Tuttavia, riteniamo che l’ipotesi di abolire il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo durante gli eventi calcistici rappresenti un grave passo indietro sul piano sociale e della tutela dei consumatori, in particolare dei più giovani», afferma il presidente nazionale di Assoutenti, Gabriele Melluso.
Secondo Assoutenti, una maggiore esposizione dei cittadini – e soprattutto dei ragazzi – ai messaggi pubblicitari legati alle scommesse sportive rischierebbe di favorire la normalizzazione del gioco d’azzardo e di aumentare il numero di persone esposte al rischio di dipendenza patologica.
«Il presidente Malagò deve essere consapevole che una maggiore esposizione dei cittadini, e soprattutto dei ragazzi, ai messaggi pubblicitari legati alle scommesse e al gioco d’azzardo rischia di determinare un aumento significativo dei casi di dipendenza patologica da gioco. Gli eventuali benefici economici per le società sportive e per l’Erario sarebbero ampiamente inferiori ai costi sociali e sanitari che tale scelta comporterebbe per il Paese», spiega Melluso.
Per l’associazione, inoltre, le eventuali entrate derivanti dalla riapertura alla pubblicità delle scommesse avrebbero un peso limitato rispetto alle reali esigenze economiche del sistema calcio.
«Parliamo di risorse che, una volta suddivise tra i club professionistici, risulterebbero del tutto marginali rispetto alle necessità del settore. Gli importi complessivamente generati dalla riapertura alla pubblicità del gioco d’azzardo sarebbero, in termini relativi, inferiori persino allo stipendio annuale di un singolo grande campione del calcio internazionale».
I veri beneficiari di questa operazione, sottolinea Assoutenti, sarebbero soprattutto gli operatori delle scommesse e l’intero indotto degli allibratori, che avrebbero accesso a milioni di tifosi e giovani consumatori attraverso uno dei mezzi di comunicazione più potenti e popolari del Paese: il calcio.
Le evidenze scientifiche e i dati disponibili mostrano infatti come la normalizzazione del gioco d’azzardo attraverso lo sport possa favorire comportamenti a rischio tra i più giovani, con conseguenze che ricadono sulle famiglie, sul sistema sanitario nazionale e sui servizi di assistenza sociale.
«Ogni euro incassato grazie alla promozione delle scommesse rischia di tradursi in costi ben più elevati per la collettività, in termini di cura delle dipendenze, assistenza sociale, sovraindebitamento delle famiglie e perdita di produttività», osserva Melluso.
Da qui l’appello al presidente della FIGC.
«Chiediamo al presidente Malagò di riflettere attentamente sulle ricadute di una simile decisione. Conoscendo la sensibilità che ha sempre dimostrato nei confronti delle nuove generazioni, siamo convinti che saprà valutare con attenzione i rischi derivanti da un ulteriore incentivo al gioco d’azzardo, già oggi estremamente diffuso e pubblicizzato attraverso molteplici canali».
Assoutenti conferma infine la propria disponibilità a un incontro con il presidente della FIGC per illustrare dati, numeri e studi relativi ai danni economici, sanitari e sociali connessi alla diffusione del gioco d’azzardo e per individuare insieme soluzioni alternative che consentano di sostenere il calcio italiano senza mettere a rischio la salute, il benessere e il futuro dei giovani.
Per Assoutenti, infatti, la sostenibilità economica del calcio non può essere costruita a scapito della salute pubblica: la tutela dei consumatori, e in particolare delle nuove generazioni, deve restare una priorità.




