Code davanti agli store Swatch, i consumatori esclusi dai reseller

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Immagine generata tramite AI e utilizzata a fini rappresentativi/non documentali
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COMUNICATO STAMPA

16 maggio 2026

Assoutenti: “Code davanti agli store Swatch, i consumatori esclusi dai reseller. I lanci-evento vanno regolamentati per garantire equità e sicurezza”

Le immagini delle code chilometriche registrate davanti agli store Swatch di Roma per il lancio della nuova collaborazione con Audemars Piguet rappresentano l’ennesimo caso di un fenomeno ormai fuori controllo: prodotti trasformati in strumenti di speculazione commerciale, con i consumatori reali penalizzati a vantaggio dei reseller professionisti.
Assoutenti esprime forte preoccupazione per quanto avvenuto nella Capitale in occasione dell’uscita della collezione “Royal Pop”, nata dalla collaborazione tra Swatch e Audemars Piguet, che ha generato un’ondata di hype globale e lunghe attese davanti ai punti vendita. Secondo quanto emerso anche da testimonianze e video circolati online, nelle file non vi erano prevalentemente appassionati o consumatori interessati all’acquisto personale del prodotto, ma soggetti intenzionati a rivendere immediatamente gli orologi sul mercato secondario a prezzi maggiorati.
Un meccanismo che altera completamente il mercato e svuota di significato il concetto di vendita al pubblico. Il consumatore normale, infatti, si ritrova a competere con veri e propri professionisti della rivendita organizzata, spesso dotati di strumenti, reti e disponibilità economiche tali da monopolizzare gli acquisti e alimentare fenomeni speculativi.
La strategia dei lanci esclusivi e delle disponibilità limitate, già vista in passato con altri prodotti di moda, tecnologia e collezionismo, finisce così per creare artificialmente scarsità e tensione sociale, alimentando un hype che produce vantaggi commerciali per i brand ma lascia fuori proprio i cittadini che vorrebbero semplicemente acquistare il prodotto a prezzo di listino. 
Assoutenti evidenzia inoltre il tema della sicurezza pubblica. Da quanto riportato anche dalla stampa internazionale, in diversi store nel mondo si sono verificati problemi di ordine e sicurezza legati alle file e agli assembramenti, tanto che in alcune realtà, come Dubai, le vendite sarebbero state annullate proprio per motivi di sicurezza. Situazioni che dimostrano come questo tipo di eventi commerciali non possa essere lasciato all’improvvisazione.
“Non è accettabile – dichiara Gabriele Melluso presidente nazionale di Assoutenti – che un semplice lancio commerciale si trasformi in una corsa speculativa dove i consumatori vengono sistematicamente esclusi. Servono regole chiare per garantire accessi equi, sistemi anti-bagarinaggio e misure di sicurezza adeguate. Le aziende non possono limitarsi a creare hype senza assumersi la responsabilità degli effetti che queste strategie producono sul mercato e sulle città”.
L’associazione chiede quindi ai brand e alle autorità competenti di valutare modelli di vendita più trasparenti e controllati, attraverso prenotazioni nominali, sistemi digitali anti-reseller, limiti reali agli acquisti e protocolli di sicurezza per evitare tensioni, speculazioni e rischi per l’ordine pubblico.
Assoutenti continuerà a monitorare il fenomeno dei lanci “evento”, sempre più diffusi nel settore del lusso e del collezionismo, affinché i diritti dei consumatori non vengano sacrificati in nome del marketing e della speculazione commerciale.

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