Servizi televisivi a pagamento: quando la pubblicità non dice tutto

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L’Antitrust ha sanzionato la società RTI per pratica commerciale scorretta

 

Il 3 novembre 2010 l’Antitrust ha esaminato l’ampia campagna pubblicitaria promossa nei primi mesi del 2010 dalla società RTI (Reti televisive italiane spa) sulle televisioni nazionali e alla radio, riguardante l’offerta di servizi televisivi a pagamento incentrati sulla formula “Calcio, cinema, serie TV e Disney Channel a 19,90 euro al mese”.

L’Agcm ha contestato l’assenza di una adeguata informazione all’utente in ordine ad importanti aspetti dell’offerta (spesa di 39 euro al momento della sottoscrizione, durata della promozione, costi da sostenere in caso di recesso etc): in particolare, negli spot televisivi alcuni di questi elementi erano contenuti in un super che scorreva veloce sotto le immagini ma, anche per le dimensioni ridotte dei caratteri, tali informazioni risultavano praticamente illeggibili. 

La possibilità da parte del consumatore di avere una conoscenza completa di tutti gli aspetti del contratto in un momento successivo (ad esempio consultando il sito internet o rivolgendosi ai punti vendita Mediaset) non sana secondo l’Agcm l’illegittimità del messaggio pubblicitario, che deve contenere tutti gli elementi utili ad orientare da subito le scelte dell’utente.

Per queste ragioni l’Autority, dopo aver giudicato inadeguati gli impegni presentati dalla RTI per rimuovere gli elementi di ingannevolezza delle comunicazioni commerciali, ha applicato una sanzione di 110.000 euro, aumentata a 135.000 euro per precedenti violazioni del codice del consumo da parte della stessa società 1.

 

 

 

23 novembre 2010



1 Vedi il procedimento PS5916, provvedimento n. 21772, pubblicato sul Bollettino dell’Agcm n. 43/2010.