Rincari benzina 2021, Assoutenti lancia l’allarme

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rincari benzina

Per un pieno si spendono oggi +7,85 euro rispetto a 9 mesi fa.

Chi possiede una automobile si sarà certamente reso conto di quanto nelle ultime settimane i rincari di benzina e gasolio presso i distributori siano diventati significativi.

Dopo mesi di sostanziale stabilità dei listini nel 2020, oggi fare rifornimento di carburante costa sensibilmente di più: in base alle rilevazioni ufficiali il prezzo medio nazionale della benzina, in modalità self, è di 1,522 euro al litro, che raggiunge 1,663 per il servito con picchi di 1,729 euro/litro.

Il gasolio in modalità self costa in media 1,395 euro/litro, ma se passiamo al servito i prezzi raggiungono 1,607 euro/litro.

Rincari carburante, impennata nel 2021

Una corsa dei listini che sembra inarrestabile, considerato che appena 9 mesi fa, in pieno lockdown, la verde costava in media 1,365 euro al litro, 1,255 euro/litro il diesel.

Se confrontiamo i prezzi attuali con quelli di maggio 2020 si scopre che la benzina costa l’11,5% in più, il diesel l’11,1% in più: incremento non indifferente, visto che incide sulle nostre tasche e ci porta a spendere 7,85 euro in più per ogni pieno all’automobile. E questo solo per i costi diretti. Occorre infatti ricordare che l’andamento dei listini di benzina e gasolio incide sui prezzi dei prodotti trasportati su gomma, come alimentari e ortofrutta, determinando rincari dei listini al dettaglio, e ha effetti negativi sul comparto dell’energia, sulle bollette, sulle tariffe dei trasporti, sui costi sostenuti dall’industria. Un effetto domino che, alla fine dei conti, viene scaricato sui consumatori attraverso un incremento generalizzato dei listini di beni e servizi.

Le cause dei nuovi rincari benzina: costo del carburante e tassazione eccessiva

Sulle quotazioni del petrolio, come noto, giocano diversi fattori, tra cui le speculazioni sul mercato che determinano il rialzo del greggio e, quindi, dei carburanti venduti presso i distributori.

Nel caso dell’Italia entra in gioco anche la tassazione eccessiva: oggi su ogni litro di benzina di paga nel nostro paese il 66% di tasse (accise e Iva), quota simile per il gasolio (62,4%). È più che mai urgente intervenire sulla pressione fiscale – promessa non mantenuta di ogni governo – al fine di alleggerire la spesa delle famiglie ed evitare che la corsa dei carburanti, che oggi pesa in media per +190 euro a famiglia solo per costi diretti, impoverisca ulteriormente i consumatori, già stremati dalla crisi generata dall’emergenza Covid.

Di seguito il comunicato stampa con cui Assoutenti lancia l’allarme su questi rincari del carburante 👇

COMUNICATO STAMPA

Cronaca nazionale

24 febbraio 2021

Benzina, Assoutenti: è allarme rincari. Per un pieno si spendono oggi +7,85 euro rispetto a 9 mesi fa

Rialzi dei listini alla pompa costano 190 euro in più all’anno a famiglia solo per costi diretti. Ma gli effetti negativi si sentiranno anche su alimentari, energia e bollette

Governo Draghi metta mano alla tassazione: accise e Iva pesano per il 66% su ogni litro di verde

La corsa al rialzo dei carburanti avrà effetti pesanti per le tasche dei consumatori e determinerà una stangata, solo per maggiori costi diretti di rifornimento, pari a +190 euro annui a famiglia. Lo afferma Assoutenti, associazione dei consumatori specializzata in trasporti, che diffonde oggi un report sui prezzi di benzina e gasolio e sugli effetti dei rincari per la collettività.

“Oggi un litro di benzina costa l’11,5% in più rispetto a maggio 2020, + 11,1% il diesel – spiega il presidente Furio Truzzi – Tradotto in soldoni, per un pieno di benzina ad un’auto di media cilindrata si spendono oggi 7,85 euro in più rispetto a 9 mesi fa, e +7 euro per un’auto alimentata a gasolio. Su base annua l’aggravio di spesa raggiunge quota +190 euro solo di costi diretti”.

“Ma il rialzo dei carburanti alla pompa produce conseguenze negative anche in altri ambiti: determina infatti rincari per i prezzi dei prodotti trasportati, considerato che in Italia 80% delle merci viaggia su gomma, con incrementi dei listini specie per ortofrutta e alimentari, e ha effetti diretti su energia e bollette, senza contare i maggiori costi a carico dell’industria e del comparto trasporti. Effetti indiretti che vengono scaricati sui consumatori attraverso un incremento dei prezzi al dettaglio e delle tariffe”.

“Ad incidere su tale situazione è la tassazione abnorme che pesa sui carburanti, e su cui nessun Governo ha finora messo mano: oggi su ogni litro di benzina i cittadini pagano il 66% di tasseil 62,4% sul gasolio – prosegue Truzzi – Per tale motivo Assoutenti chiede al nuovo Governo Draghi di intervenire sulla tassazione relativa ai carburanti, riducendo il peso di accise e Iva che portano i listini italiani di benzina e gasolio ad essere tra i più alti d’Europa, alleggerendo la spesa delle famiglie oggi più che mai impoverite e in difficoltà a causa dell’emergenza Covid. Nel contempo è necessario intervenire sull’andamento del prezzo del petrolio per evitare speculazioni che – ricorda il presidente Truzzi – configurano ipotesi di reato come l’aggiotaggio e violazioni della concorrenza tramite illeciti cartelli”.