COMUNICATO STAMPA
1 novembre 2026
Prezzi: dalle zucchine ai dvd ecco come la guerra ha fatto schizzare al rialzo i prezzi al dettaglio
Per alcuni ortaggi rincari sfiorano il 31%, ma listini impazziti anche per prodotti tecnologici
Non solo energia. La guerra in Medio Oriente sta influendo sui listini al dettaglio di una moltitudine di prodotti, al punto che per alcuni beni i prezzi risultano oggi raddoppiati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’allarme arriva da Assoutenti che ha analizzato gli ultimi dati Istat sull’inflazione per capire quali comparti risultino più penalizzati dalla crisi in atto.
Tra i beni che stanno subendo i rincari più pesanti compaiono quelli legati alla tecnologia, all’informatica e alla comunicazione: i prezzi dei supporti per le registrazioni (Cd, Dvd, ecc,) salgono di oltre il doppio su base annua segnando un +107,8%, mentre accessori come hard disk, chiavette usb e schede di memoria aumentano del 41,1%; computer, laptop e tablet rincarano del 29,5% – spiega Assoutenti.
Altra nota dolente quella relativa agli alimentari: i prezzi degli ortaggi a frutto, ossia pomodori, zucchine e zucche, melanzane, peperoni e cetrioli salgono ad ottobre di quasi il 31% su base annua, fragole, mirtilli e frutti di bosco del 29,3%, cavoli, cavolfiori, broccoli, asparagi, cicoria, insalata del 13%, i legumi dell’11,7%, cipolle, carote e aglio dell’11,1% – analizza Assoutenti – La lista prosegue con le uova (+7,3%), patate (+7,2%), frutta (+4,3%), carne (+4,2%).
Per quanto riguarda i prodotti energetici, il gas rincara ad ottobre del +56,8% sul mercato tutelato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, +35,7% sul mercato libero, mentre l’elettricità sale del +60,2% sul tutelato, +32% sul mercato libero; il gasolio da riscaldamento segna invece un +45,6% su anno. Per legna da ardere e pellet i listini aumentano del 9,7%.
Effetti a cascata anche sul comparto dei trasporti: i prezzi dei voli internazionali crescono del +9,1%, quelli dei servizi di corriere e di consegna dei pacchi del +8%, le tariffe dei traghetti del +5,4%, quelle di autobus e pullman del +3,1%.
“Non c’è settore che non stia risentendo degli effetti della guerra, e i listini al dettaglio crescono di mese in mese con conseguenze deleterie sulle famiglie – spiega il presidente Gabriele Melluso – In molti casi come gli alimentari, l’energia e i trasporti si tratta di voci primarie a cui i consumatori non possono rinunciare, e in tali comparti i rincari stanno pesando come un macigno su redditi e capacità di spesa. L’Italia sta tornando velocemente ai valori della crisi del 2022, e ci aspettiamo che il governo agisca in fretta intervenendo su energia e carburanti, beni che fanno da traino a tutti gli altri aumenti e scatenano un pericoloso effetto domino sui listini”.
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