COMUNICATO STAMPA
24 ottobre 2026
WORLD PASTA DAY: IN ITALIA PREZZO MEDIO DELLA PASTA SCESO DI QUASI IL -24% IN DUE ANNI
STUDIO CRC-ASSOUTENTI: DOPO I RINCARI LEGATI ALLA GUERRA IN UCRAINA LISTINI IN DIMINUZIONE ANCHE NEL 2026. A UDINE IL PREZZO PIU’ ALTO, SIRACUSA LA CITTA’ PIU’ ECONOMICA. AD AOSTA IL CALO MAGGIORE
Il prezzo medio della pasta ha registrato in Italia una riduzione del 23,7% in due anni, con l’alimento simbolo della Penisola che costa oggi in media 1,59 euro al kg. Lo afferma il Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.) che, in occasione del “World pasta day”, ha realizzato in collaborazione con Assoutenti un apposito report sulla base dei dati Istat e Mimit, analizzando i listini al dettaglio nelle varie città italiane.
Come si ricorderà a partire dal 2022 l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e la crisi energetica che ne seguì portarono a forti rialzi delle quotazioni delle materie prime e ad un aggravio dei costi di produzione che determinarono fortissimi rincari per la pasta, i cui prezzi al dettaglio raggiunsero nel 2023 picchi record nel nostro Paese – spiega il Crc – Il costo medio di un chilo di pasta di semola di grano duro si è attestato nel 2023 a 2,13 euro, con punte di 2,4 euro in alcune province, per poi iniziare una lenta discesa che prosegue ancora oggi.
A dicembre 2025, infatti, il prezzo medio di una confezione di pasta da 1 kg è stato in Italia di 1,63 euro, con una flessione del -23,7% sul 2023, calo che prosegue ancora oggi: tra gennaio e settembre, secondo i dati Istat, i listini della pasta sono ulteriormente scesi del -2,3%, portando il prezzo medio a 1,59 euro/kg – calcola il Centro di formazione e ricerca sui consumi.
Sul fronte dei listini al dettaglio vi sono tuttavia forti differenze sul territorio – avvisa Assoutenti – In base agli ultimi dati pubblicati dall’Osservatorio Mimit, infatti, la città col prezzo più alto della pasta è stata Udine, in media 1,91 euro al kg, seguita da Pescara (1,89 euro) e Cagliari (1,88 euro).
Sul fronte opposto della classifica, la provincia più economica è risultata Siracusa, dove un chilo di spaghetti o di penne si è piazzato in media a 1,10 euro, seguita da Palermo (1,13 euro) e Messina (1,19 euro).
La città che negli ultimi due anni ha registrato la discesa più sostanziosa dei listini al dettaglio è però Aosta, dove il prezzo medio di un chilo di pasta è diminuito del -37%, -36% a Cremona, -35% a Mantova. Ad Alessandria e Napoli i decrementi più bassi, rispettivamente -6,6% e -8,5% – aggiunge Assoutenti.
“Dal report emerge come in linea generale Sicilia, Calabria e Campania siano le regioni che vantano i prezzi più bassi, mentre Marche, Friuli e Veneto risultano quelle con i listini mediamente più alti. Differenze che rispecchiano in pieno l’andamento dei consumi degli italiani: i prezzi sono nettamente più bassi nelle regioni del Sud, quelle cioè dove il consumo pro-capite di pasta è più elevato, e dove quasi il 70% dei cittadini mangia pasta ogni giorno” – commenta il presidente del comitato scientifico del C.r.c., Furio Truzzi.




