Passa all’Autorità delle comunicazioni la regolazione e la vigilanza sui servizi postali

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 Un quadro generale delle nuove competenze attribuite all’AGCOM

 

Il cosiddetto “decreto salva Italia” (D.L. 6 dicembre 2011, n. 201) ha attribuito all’Autorità per le comunicazioni i compiti di regolazione e vigilanza sui servizi postali. Si tratta di una scelta condivisa dalla maggior parte dei paesi europei. Conseguentemente l’Autorità ha modificato la propria struttura organizzativa con l’istituzione della Direzione Servizi postali e ne ha disciplinato le funzioni di regolamentazione, vigilanza e tutela degli utenti (leggi questa scheda ).

Il trasferimento di competenze, svolte fino al 2011 dalla Direzione generale per la regolamentazione del settore postale del MISE, al regolatore dei mercati delle comunicazioni ha risposto a diverse esigenze, prima fra tutte la necessità che la regolazione del settore fosse affidata ad un’Autorità indipendente, strutturalmente e funzionalmente separata dall’incumbent Poste italiane (attualmente controllato direttamente dal Ministero dell’economia e delle finanze per il 65% e, indirettamente, dalla Cassa depositi e prestiti per il 35%). La preesistente situazione era già stata oggetto di censure e di una procedura di infrazione comunitaria aperta nei confronti della Repubblica italiana per la mancata istituzione di un’autorità nazionale indipendente di regolamentazione dei servizi postali.

Il requisito di indipendenza del regolatore – già previsto dalla prima direttiva europea di liberalizzazione del settore (direttiva 97/67/CE) e ribadito dalla più recente direttiva 2008/6/CE – non rappresentava, peraltro, l’unico aspetto problematico nella trasposizione delle direttive europee (per la sintesi del decreto legilsatico e le osservazioni al riguardo di Assoutenti leggi questa scheda ).

Tra le maggiori criticità figurano il mantenimento in monopolio di alcuni servizi postali; le condizioni di accesso alle infrastrutture essenziali; il regime fiscale agevolato delle prestazioni rientranti nel servizio universale; la durata quindicennale della designazione del fornitore e l’ampiezza, la modalità di calcolo del costo netto e il sistema di finanziamento del servizio universale.

La Direzione Servizi postali ha dato avvio a un calendario di incontri con gli attori  istituzionali e del mercato coinvolti nel processo di liberalizzazione, sia nazionali che europei, e pianificato un programma di interventi che vanno dall’avvio di procedimenti in materia di accesso e servizio universale, alla predisposizione delle condizioni generali di rilascio dei titoli abilitativi, dall’analisi della contabilità e delle condizioni tecniche ed economiche dei servizi offerti dall’incumbent, alla disciplina dei poteri sanzionatori.

Tra i compiti principali affidati all’AGCOM si segnalano la determinazione delle tariffe dei settori regolamentati e promozione della concorrenza nei mercati postali; monitoraggio, controllo e verifica del rispetto degli standard di qualità del servizio postale universale; vigilanza sull’assolvimento degli obblighi a carico del fornitore del servizio; assunzione di delibere sanzionatorie.

Di particolare rilievo è, infine, l’attività in materia di tutela degli utenti, volta a rendere immediatamente operativo il contact center per la gestione dei reclami in materia postale e a definire le relative procedure di gestione, nonché le procedure di conciliazione. Gli utenti potranno anche utilizzare un modello standard per la segnalazione dei disservizi. Controlli a campione saranno affidati dall’AGCOM ad una azienda esterna “IZI”, specializzata nel campo di studi statistici.

 

26 giugno 2012