Nuova strategia energetica nazionale

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Le osservazioni delle associazioni dei consumatori sul documento del Ministero dello sviluppo economico

Mentre l’Italia si appresta a discutere la “nuova strategia energetica nazionale”, con un documento in consultazione pubblica presso il ministero dello sviluppo economico, Bruxelles richiama il grave problema dei prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia definendoli “considerevolmente più alti” rispetto a quelli degli altri paesi Ue, per questo occorre sviluppare di più le reti di “interconnessione con i mercati vicini”.

Il 3° pacchetto sul mercato dell’energia (Direttive 2009/72/CE e 2009/73/CE) costituisce la  pietra angolare dell’integrazione del mercato del gas e dell’energia elettrica. Esso comprende le seguenti misure: i) la separazione (unbundling) delle reti (separazione delle attività di rete per l’energia elettrica e il gas dalla generazione, produzione e fornitura); ii) le questioni connesse alla protezione dei consumatori (in particolare per quanto riguarda l’obbligo degli Stati membri di tutelare i consumatori più vulnerabili, di fornire una fatturazione e informazioni contrattuali trasparenti, di istituire uno sportello unico e un meccanismo alternativo di risoluzione delle controversie per la risoluzione extragiudiziale delle controversie); e iii) l’indipendenza e i poteri delle autorità di regolamentazione nazionali.

La difficoltà dell’Italia emerge dal rapporto Ue sul mercato dell’energia in Europa, in cui si evidenzia una “concorrenza limitata” anche per quanto riguarda il settore del gas. L'Europa ci dice che   “Deve anche essere aumentata la capacità di importazione per migliorare la sicurezza delle forniture a lungo termine”, ma a noi non sembra che questa sia la direzione giusta per i consumatori italiani, che forse  auspicano un paese più indipendente e più energeticamente sviluppato, soprattutto puntando sulle sue potenzialità essendo, di fatto, l’eldorado dell’Energia rinnovabile grazie alla sua abbondanza di SOLE, ACQUA, TERRA (Geotermia).

Nota politica sulla strategia energetica

L'assenza di una politica energetica in Italia è uno dei principali fattori di squilibrio sociale e di mancato sviluppo sia per l'economia che per i consumatori. I consumatori Italiani accusano l'assenza di questa politica ritrovandosi a pagare la bolletta energetica più alta d'Europa. Tutt'oggi persistono squilibri persino da zone a zone del Paese a causa dei “prezzi zonali”, che impediscono persino l'interscambio con altri operatori europei proprio per la diversità di prezzo, rendendo di fatto impossibile l'integrazione completa con il resto del continente. Le aziende, in particolar modo gli energivori(grandi complessi industriali che usano enormi quantità di energia), hanno avuto la peggio per  competitività rispetto ai concorrenti Europei. Il decreto salva Alcoa è stato uno degli esempi più evidenti di questo deficit energetico. Produrre in Italia ha un costo maggiore proprio a causa degli elevati costi di approvvigionamento elettrico, questo significa anche costi più alti per i consumatori. Monopoli di fatto e politiche discontinue in materia di Energia e Gas, hanno portato l'Italia ad arretrare in competitività e in qualità della vita rispetto al resto d'Europa.

Dopo diversi anni in cui attraverso i  successivi Conti Energia, emanati con decreto ministeriale, che hanno introdotto gli incentivi sulle FER (fonti energetiche rinnovabili), si inizia a parlare di una strategia unica che tenga conto di tutte le fonti e tutte le potenzialità non espresse dal Paese. L'ultima politica energetica nazionale anche se non scritta, fu messa in atto da Enrico Mattei nel periodo di sviluppo del settore idrocarburi dove l'Italia, povera di risorse dal sottosuolo, ebbe un ruolo di pioniere ma anche di contrasto alle sette sorelle del petrolio internazionale, ritagliandosi un posto da leadership soprattutto nella ricerca e nella estrazione di idrocarburi.

Fino agli anni 50/60 il Paese godeva di un'autonomia energetica grazie alla fonti rinnovabili ed alla utilizzazione massiva della produzione energetica mendiate le centrali idroelettriche. Con il progressivo inserimento del petrolio, come combustibile a basso costo, divenne più economico sostituire buona parte della produzione da fonti rinnovabili idroelettriche con centrali a ciclo combinato prevalentemente con combustibile fossile. Questo ci ha portati, da una parte,  a non avere il problema del nucleare, oggi in via di dismissione da parte dei maggiori produttori, dall'altro a non perseguire una linea di produzione energetica svincolata dal petrolio a causa della reticenza dei principali player del settore. In questo caso il problema dei mancati vantaggi per utenti, derivanti dall'applicazione delle tariffe bi-orarie ne è un esempio lampante.

Secondo tale strategia, l'energia nei momenti di minor utilizzo, ovvero nelle ore serali, dovrebbe costare di meno, tuttavia abbiamo più volte dovuto denunciare come ciò non fosse rispettato. I dati degli ultimi anni, infatti,  mostrano chiaramente come i produttori da fonti fossili, in quelle fasce, hanno aumentato i prezzi con il preciso scopo di compensare la mancata produzione di energia. Questo perchè  durante le ore solari le fonti rinnovabili sono maggiormente presenti nella rete. Ergo, ciò rappresenta uno svantaggio competitivo ovvero un mancato guadagno per  i monopolisti.

Oggi a distanza di 60 anni, l'Italia con la NUOVA STATEGIA ELETTRICA NAZIONALE presentata dal Ministero dello Sviluppo Economico, prova a recuperare un ruolo di leadership nella produzione di energia mettendo in filiera le sue immense potenzialità, soprattutto sulle fonti rinnovabili. La preoccupazione per gli addetti del settore è che questa strategia sia solamente legata alla durata temporanea del Governo Tecnico, ed essendo quest'ultimo, appunto, a termine si ha il timore di farsi sfuggire anche questa preziosa occasione. Adesso è necessaria una politica che vada oltre gli incentivi che pesano troppo sulla bolletta del consumatore, ma soprattutto occorre   chiarire quale rete e quali fonti possano invertire la tendenza dei prezzi e l'omogenizzazione con il resto d'Europa. Per fare questo occorre rivede non solo le esigenze energetiche e i fabbisogni strutturali territoriali ma soprattutto una nuova stagione di partecipazione della cittadinanza e dei consumatori nelle scelte strategiche e nella governane del sistema.

Al riguardo SEN prevede :

7. Modernizzazione del sistema di governante del settore

“Per realizzare la strategia energetica definita sarà indispensabile rafforzare e coordinare la partecipazione italiana alla cosiddetta fase ascendente dei processi decisionali internazionali (soprattutto europei), migliorare e semplificare il coordinamento ‘orizzontale’ a livello nazionale, e migliorare il coordinamento dell’azione tra Stato, Regioni e Enti locali. In particolare:

Per quanto riguarda le attività di formazione della legislazione europea si intende rafforzare la qualità e incisività della partecipazione delle Amministrazioni nazionali al processo di elaborazione delle norme comunitarie, rafforzare la consultazione con stakeholder nazionali in modo da avere posizioni consolidate nazionali sui temi in discussione, e introdurre un maggior coordinamento con i rappresentanti in europarlamento.

Argomentazioni: occorre maggiore presenza delle istituzioni italiane a Bruxelles dove vengono prese le maggiori decisioni  e dove altri paesi sono molto più presenti.

Per quanto riguarda il livello nazionale, si ritiene importante rinforzare le forme di consultazione e condivisione preventive su obiettivi e strumenti, riducendo ove possibile la concertazione delle norme secondarie.

Argomentazioni: va introdotta una cabina di regia unica che vede la presenza di un unico organismo in grado di avere una visione d'insieme e coordinare gli aspetti discordanti tra gli enti locali, lo stato centrale e i soggetti realizzatori delle opere. Un soggetto che non può essere altro che l'Autorità per l'energia, non solo per le competenze richieste ma anche per la capacità regolamentare e di intervento in materia.

Per quanto riguarda il rapporto tra Stato, Regioni e Enti locali, si ritiene importante una modifica della Costituzione, invocata da più parti, per riportare in capo allo Stato le competenze in materia di energia per quanto riguarda le infrastrutture di rilevanza nazionale (in tal senso, il Governo ha recentemente presentato una proposta di riforma costituzionale); un maggior coinvolgimento dei territori nelle scelte ex ante che riguardano gli insediamenti energetici, con l’istituto del ‘dibattito pubblico’ informativo, e l’introduzione di forme di coordinamento preventivo con le Regioni, in modo da ridurre incertezze e contenzioso.

Va creata una condivisione tra cittadini fruitori, istituzioni autorizzatrici e realizzatori di opere strategiche necessarie allo sviluppo energetico. Spesso questo non accade per l'assenza di dialogo con i territori interessati, che finiscono per subire scelte spesso non sono calate dall'alto ma anche difficilmente compatibili con gli interessi territoriali o con le esigenze locali. Non può essere un mero dibattito pubblico informativo così come denominato, ma un vero e proprio momento di informazione, consultazione e condivisione delle necessità.

La procedura del Dibattito Pubblico deve garantire una piena e trasparente informazione sull´intervento in corso di progettazione a tutti i cittadini che vivono in un determinato territorio e dall´altra deve dare loro la possibilità di esprimere il proprio parere sull´intervento sia come singoli sia come gruppi organizzati.

Sul dibattito pubblico chiediamo:

A) la predisposizione di un documento esplicativo sull´intervento progettato che sia esaustivo nei contenuti ma semplice nella forma;
B) l´organizzazione di una serie di assemblee pubbliche in cui si spiega l´intervento, si discutono le eventuali alternative e si apre il confronto tra sostenitori e oppositori;

C) la raccolta e la pubblicazione online delle opinioni dei cittadini singoli o organizzati;
D) la stesura di un rapporto sul dibattito pubblico con obbligo di procedibilità – a cura del soggetto indipendente che ha gestito il dibattito – di cui l´amministrazione committente terrà conto nel prendere le proprie decisioni definitive. 

Occorre che nel dibattito pubblico le associazioni dei consumatori abbiano in qualità di soggetti competenti e indipendenti, un ruolo di soggetti mediatori tra le parti affinché i cittadini sia tutelati adeguatamente e si eviti una sperequazione tra realizzatori degli interventi, con evidenti interessi economici e cittadinanza. Introdurre sullo schema della legge 244/2007 art. 2, comma 461, la partecipazione delle Associazioni dei consumatori ai processi di monitoraggio controllo e qualità delle opere realizzate.

Proposte sulla SEN:

1) Introduzione dei Poli di Chimica Verde in sostituzione delle aree industriali altamente inquinate da bonificare. DISTRETTI ENERGETICI VERDI

2) Revisione delle procedure e stralcio del punto 6 sulla produzione nazionale di idrocarburi, sostituire tecnologie  anziché scavare.

3) Incentivazione dei carburanti eco-sostenibili, con una procura inversa nell'applicazione delle accise, ovvero maggiore è la loro ecompatibilità minore sono le accise applicate.

4) Riconoscimento dell'Acqua come bene energeticamente rilevante, e quindi risorsa energetica strategica.

5) Detrazione degli interventi di risparmio energetico come le lampade gli elettrodomestici in classe A .

6) Impegnare le aziende attraverso il CSR nello sviluppo dei territori. Rivedere i meccanismi di Royalties all'estrazione affinché siano direttamente le aree coinvolte a beneficiare dei risultati economici ottenuti rispetto all'impatto ambientale subito, transazione diretta, non più mediata da enti sovra-territoriali.

7) Detrazione degli acquisti per la mobilità sostenibile e introduzione delle Bike poll urbane ed extraurbane.

8) Carta d'Identità Comunale termica/solare. Una vera e propria carta che identifichi la potenza e gli indici necessari a comprendere l'asso-lamento e  l'energia termica del territorio sfruttabile e il raffronto su quella effettivamente prodotta.

 

Per ulteriori approfondimenti leggi anche questo documento