Supermercati sotto attacco hacker: servono trasparenza e tutele concrete

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COMUNICATO STAMPA

 3 novembre 2026

Supermercati sotto attacco hacker, Assoutenti e Cittadini digitali: trasparenza sui prodotti coinvolti e tutele concrete per i consumatori

 

Verificare possibili omissioni dopo alert scattato ad agosto

 

 

Gli attacchi informatici che stanno interessando i sistemi di refrigerazione di supermercati e operatori della filiera alimentare in Italia e all’estero sollevano interrogativi che vanno oltre la sicurezza informatica delle aziende e investono direttamente i diritti dei consumatori. Lo affermano Assoutenti e Associazione Cittadini Digitali, che richiamano l’attenzione sulla necessità di garantire la massima trasparenza nei confronti dei cittadini, affinché chi acquista prodotti alimentari possa contare su informazioni chiare e tempestive in merito a eventuali anomalie nella conservazione delle merci e alle misure adottate dai punti vendita coinvolti.

“La sicurezza dei sistemi informatici della grande distribuzione non è soltanto una questione aziendale – spiega il presidente Gabriele Melluso – Quando un attacco può compromettere il funzionamento degli impianti e incidere sulla disponibilità dei prodotti, le conseguenze ricadono anche sui consumatori. È quindi fondamentale che le aziende interessate assicurino controlli adeguati, informazioni trasparenti e assistenza ai clienti che dovessero avere dubbi sugli acquisti effettuati”.

“Ci chiediamo poi come si siano mosse le aziende delle grande distribuzione a seguito dell’alert che, a quanto si apprende, sarebbe stato pubblicato lo scorso 1 agosto dalla società danese Danfoss, leader nella produzione di apparati di refrigerazione industriale, in cui si fornivano alle società della Gdo i link per scaricare gli aggiornamenti utili a mettere in sicurezza gli impianti dei punti vendita”.

«Una doppia responsabilità: dei tecnici, che avrebbero ignorato gli aggiornamenti di sicurezza indicati dal produttore, e degli organismi preposti alla cybersicurezza, che non hanno approfondito un allarme già emerso in Francia poche settimane prima. Sarebbe bastato installare una patch, disponibile con un semplice clic, per prevenire il rischio e scongiurare l’attacco” – aggiunge Umberto Rapetto, Generale della Guardia di Finanza, già comandante del Gruppo Anticrimine Tecnologico e oggi presidente dell’associazione Cittadini Digitali.

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