Assoutenti: caso Revolut, anche i primi della classe possono sbagliare.

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COMUNICATO STAMPA

21 ottobre 2026

Assoutenti: caso Revolut, anche i primi della classe possono sbagliare. I disservizi bancari digitali non possono ricadere sui consumatori

 

 

Il blackout che il 20 ottobre ha colpito Revolut, provocando disservizi nell’accesso ai conti, nei pagamenti con carta, nei bonifici e nei prelievi, riporta al centro una questione fondamentale per la tutela dei consumatori: la digitalizzazione dei servizi bancari non può tradursi in una dipendenza totale da sistemi che, quando si bloccano, rischiano di lasciare le persone senza accesso alle proprie risorse economiche.

“Anche i primi della classe, a volte, possono sbagliare. Revolut è diventata un punto di riferimento per milioni di clienti grazie a un modello digitale innovativo, particolarmente apprezzato dalle nuove generazioni. Ma proprio questo episodio dimostra che nessun operatore, per quanto tecnologicamente avanzato e considerato affidabile, è immune da guasti e interruzioni. E quando un servizio bancario si ferma, a pagare il prezzo più alto sono i consumatori”, dichiara Gabriele Melluso, presidente nazionale di Assoutenti.

“Il problema è particolarmente delicato per i giovani, che spesso scelgono una banca digitale come unico strumento per gestire stipendi, paghette, risparmi, spese quotidiane e pagamenti. Per molti di loro non esiste un conto alternativo immediatamente utilizzabile, né una carta di un’altra banca da tirare fuori dal portafoglio. Basta un’interruzione del servizio per ritrovarsi nell’impossibilità di pagare una spesa, acquistare un biglietto, affrontare un’emergenza o semplicemente verificare la disponibilità del proprio denaro”.

Assoutenti ritiene pertanto necessario che gli operatori garantiscano adeguati sistemi di continuità operativa, canali di assistenza accessibili anche durante i blackout e informazioni tempestive, chiare e comprensibili sulle cause dei disservizi, sui tempi di ripristino e sulle eventuali conseguenze per i clienti. Occorre inoltre valutare procedure efficaci per la gestione dei reclami e per il riconoscimento degli eventuali danni documentati subiti dagli utenti.

“L’innovazione finanziaria è un’opportunità straordinaria e non va demonizzata. Ma la comodità di un’app non può diventare una fragilità per chi la utilizza. Non possiamo chiedere ai consumatori di affidarsi sempre più al digitale senza pretendere, nello stesso tempo, affidabilità, trasparenza e soluzioni di emergenza. La modernità di una banca non si misura soltanto dalla velocità delle operazioni o dalla qualità dell’interfaccia: si misura anche dalla sua capacità di continuare a garantire servizi essenziali quando qualcosa va storto”, conclude il presidente nazionale di Assoutenti.

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