COMUNICATO STAMPA
21 ottobre 2026
Caregiver familiari, Assoutenti: bene il primo passo, ma servono tutele concrete e riconoscimento previdenziale
Il disegno di legge approvato dalla Camera passa al Senato. Contributo economico limitato e assenza di garanzie pensionistiche tra i nodi da risolvere
L’approvazione alla Camera del disegno di legge sul riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari rappresenta per Assoutenti un primo passo importante verso una disciplina nazionale dedicata a chi assiste quotidianamente familiari con disabilità o non autosufficienti. Il testo passa ora all’esame del Senato e le disposizioni previste non sono ancora in vigore.
Il provvedimento introduce un quadro nazionale per il riconoscimento dei caregiver, individua diversi profili in base al carico assistenziale e prevede misure per favorire la conciliazione tra lavoro e cura, valorizzare le competenze acquisite attraverso l’assistenza e tutelare il benessere psicofisico di chi presta aiuto. È inoltre previsto un contributo economico, a partire dal 2027, per una platea circoscritta di caregiver conviventi con carichi assistenziali particolarmente elevati e in possesso di specifici requisiti reddituali.
Restano tuttavia criticità rilevanti, a partire dalla tutela previdenziale – evidenzia Assoutenti – Il disegno di legge infatti non introduce strumenti specifici per compensare, sul piano pensionistico, gli effetti di una prolungata attività di cura, che spesso costringe i familiari a ridurre o abbandonare il lavoro. Un vuoto che rischia di tradursi in una penalizzazione economica anche negli anni successivi all’assistenza. Anche il contributo economico appare limitato, sia per i requisiti di accesso sia per la platea dei beneficiari. Sarà quindi necessario rafforzare le misure di sostegno e garantire che le nuove prestazioni si aggiungano ai servizi e agli interventi già previsti a livello regionale e locale, senza sostituirli.
Per Assoutenti, il passaggio parlamentare al Senato dovrà rappresentare l’occasione per migliorare il testo, assicurando tutele effettive, procedure semplici e criteri uniformi su tutto il territorio nazionale. Fondamentale anche garantire servizi di sollievo, sostegno psicologico e adeguate possibilità di conciliazione tra assistenza e vita lavorativa.
“Il riconoscimento del caregiver familiare non può tradursi nel trasferimento sulle famiglie di responsabilità che spettano al sistema pubblico. Occorre costruire una rete integrata di servizi e sostegni che tuteli chi presta assistenza e, allo stesso tempo, garantisca dignità, autonomia e qualità della vita alle persone assistite” – conclude il presidente Gabriele Melluso.
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