Settembre, il conto del rientro è sempre più salato: inflazione al 3,3%, famiglie strette tra carburanti, bollette e spesa
Il ritorno dalle vacanze coincide con un nuovo aumento dell’inflazione e con la ripresa di molte spese familiari. A pesare sono soprattutto energia e carburanti, mentre il carrello alimentare costa quasi il 30% in più rispetto a cinque anni fa. Secondo Assoutenti servono interventi per ridurre i prezzi di carburanti ed energetici e tutelare il potere d’acquisto delle famiglie.
Settembre si apre con un conto particolarmente pesante per le famiglie italiane. Al rientro dalle vacanze tornano infatti a concentrarsi numerose spese: il pieno dell’automobile per chi riprende gli spostamenti quotidiani, le bollette, la spesa alimentare, la scuola, gli abbonamenti ai trasporti e tutte quelle uscite che accompagnano la ripresa delle attività lavorative e scolastiche.
A rendere ancora più difficile il quadro è la nuova accelerazione dell’inflazione.
Secondo le stime preliminari dell’Istat, ad agosto 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,5% rispetto a luglio e del 3,3% rispetto ad agosto dello scorso anno, in accelerazione dal +2,9% registrato a luglio.
Un dato che riporta in primo piano il problema del caro-vita e della progressiva erosione del potere d’acquisto.
Energia e carburanti spingono i prezzi
A incidere sulla nuova accelerazione dell’inflazione è soprattutto l’energia.
Ad agosto i prezzi dei beni energetici registrano complessivamente un incremento del 17% su base annua, accelerando rispetto al +11,6% del mese precedente. Un andamento particolarmente delicato perché l’energia non pesa soltanto direttamente sulle famiglie attraverso bollette e rifornimenti, ma può produrre effetti a cascata sui costi di produzione, trasporto e distribuzione delle merci.
Proprio alla luce dei nuovi dati sull’inflazione, Assoutenti ha chiesto un ulteriore sforzo per ridurre i prezzi, in particolare nel comparto dei carburanti e degli energetici.
Come evidenziato dal presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, le tensioni internazionali continuano a produrre conseguenze sulle tasche degli italiani, con aumenti che interessano direttamente le bollette del gas e della luce e i prezzi di benzina e gasolio.
Carburanti, il 5 settembre scade il taglio delle accise sul gasolio
L’attenzione è ora concentrata anche sulla scadenza del 5 settembre, termine fino al quale è stato prorogato l’intervento di riduzione delle accise sul gasolio.
Una misura che Assoutenti aveva accolto positivamente, giudicandola però insufficiente e chiedendo interventi più incisivi e strutturali sul fronte dei carburanti.
Il timore è che, in assenza di una nuova proroga, il ritorno della tassazione ordinaria possa determinare un immediato aumento dei prezzi alla pompa. Ma il problema non riguarda soltanto gli automobilisti. Il gasolio rappresenta infatti una componente importante dei costi di trasporto delle merci. Un suo aumento può quindi trasferirsi lungo la filiera fino ai prezzi al dettaglio, contribuendo ad alimentare ulteriormente l’inflazione.
Per Assoutenti è proprio questo il rischio da evitare: che il caro-energia produca un effetto moltiplicatore sui listini, aggravando ulteriormente la situazione delle famiglie.
Il carrello alimentare costa quasi il 30% in più rispetto a cinque anni fa
Per comprendere fino in fondo quanto il caro-vita abbia inciso sui consumatori non basta però osservare l’inflazione di un singolo mese.
Una simulazione pubblicata dal Sole 24 Ore, realizzata su un paniere di 31 prodotti rappresentativi della spesa settimanale di una coppia con un figlio, mostra quanto sia cambiato il costo degli alimentari negli ultimi cinque anni.
Il carrello considerato nella simulazione, che nel luglio 2021 costava 100 euro, nel luglio 2026 arriva a 129,50 euro: un aumento del 29,5%.
Particolarmente rilevanti sono gli aumenti registrati per alcuni prodotti di uso quotidiano.
Il caffè segna un incremento del 51%, l’olio extravergine di oliva del 47%, mentre per gli ortaggi più utilizzati in cucina l’aumento arriva al 39%.
Numeri che raccontano in maniera molto concreta perché le famiglie continuino a percepire il caro-vita anche quando alcune componenti dell’inflazione rallentano.
C’è infatti una distinzione fondamentale: il rallentamento dell’inflazione non significa che i prezzi tornino ai livelli precedenti, ma soltanto che crescono a un ritmo meno sostenuto.
Dopo anni di rincari, il livello raggiunto dai prezzi di molti beni essenziali rimane quindi sensibilmente superiore rispetto al passato.
Si spende di più, si compra meno: l’allarme lanciato da tempo da Assoutenti
Il caro-vita non si misura soltanto nell’aumento dei prezzi, ma anche nelle conseguenze concrete sulle quantità acquistate dalle famiglie.
Assoutenti denuncia da tempo un fenomeno che emerge anche dalle rilevazioni Istat sulle vendite al dettaglio: la distanza tra l’andamento delle vendite in valore e quello dei volumi acquistati.
In diverse rilevazioni degli ultimi anni, infatti, a fronte di una crescita o di una maggiore tenuta della spesa in termini monetari, i volumi delle vendite hanno registrato un andamento più debole o una contrazione.
Un paradosso solo apparente: le famiglie possono trovarsi a spendere di più alla cassa, ma a portare a casa una quantità inferiore di prodotti.
È uno degli effetti più concreti dell’inflazione sul potere d’acquisto. Quando aumentano i prezzi dei beni di uso quotidiano, e in particolare quelli difficilmente rinunciabili, i consumatori reagiscono modificando le proprie abitudini: cercano maggiormente promozioni e offerte, confrontano i prezzi, scelgono prodotti più convenienti e, quando questo non basta, riducono le quantità acquistate o rinunciano ad alcune spese.
Una dinamica sulla quale Assoutenti ha richiamato più volte l’attenzione e che assume ancora maggiore rilevanza alla luce della nuova accelerazione dell’inflazione: il problema per le famiglie non è soltanto quanto spendono, ma quanto riescono effettivamente ad acquistare con la stessa disponibilità economica.
Settembre concentra molte delle spese familiari
È in questo scenario che arriva settembre.
Alla spesa quotidiana e alle bollette si aggiungono infatti molte uscite legate alla ripresa delle normali attività: carburanti e trasporti per il ritorno al lavoro, libri e materiale scolastico, abbonamenti, attività sportive e altre spese familiari che tendono a concentrarsi proprio dopo la pausa estiva.
Il problema diventa particolarmente rilevante quando ad aumentare sono le cosiddette spese obbligate, ossia quelle difficilmente comprimibili.
Mangiare, spostarsi, pagare l’energia e sostenere le spese necessarie per la scuola non sono consumi facilmente rinviabili.
Quando il loro costo cresce, alle famiglie rimangono meno risorse per tutte le altre voci del bilancio domestico, dal tempo libero all’abbigliamento fino ai risparmi.
Assoutenti: servono interventi strutturali
Per Assoutenti la risposta al caro-vita non può quindi limitarsi a interventi temporanei.
La priorità è agire sui fattori che oggi stanno contribuendo maggiormente alla crescita dei prezzi, a partire da energia e carburanti, evitando che gli aumenti si trasferiscano a cascata sulle altre voci di spesa. Particolare attenzione deve essere riservata ai prezzi alla pompa e alle conseguenze che eventuali rincari del gasolio possono produrre sull’intera filiera dei beni trasportati.
Allo stesso tempo è necessario continuare a monitorare i listini e contrastare eventuali aumenti ingiustificati, tutelando soprattutto quelle famiglie che dispongono di minori margini economici per assorbire nuovi rincari.
Difendere il potere d’acquisto delle famiglie
Il dato dell’inflazione al 3,3% rappresenta dunque un nuovo campanello d’allarme.
Dietro le percentuali ci sono famiglie che negli ultimi anni hanno visto crescere sensibilmente il costo dell’alimentazione, dell’energia e della mobilità e che, con l’arrivo di settembre, devono affrontare una nuova concentrazione di spese.
Il rischio è che una quota sempre maggiore del reddito venga assorbita dai consumi essenziali, costringendo i cittadini a ridurre altre spese o a rinunciare al risparmio.
Per questo Assoutenti ritiene indispensabile intervenire sui fattori che alimentano l’inflazione, ridurre la pressione dei costi energetici e dei carburanti e rafforzare la tutela del potere d’acquisto.
Perché il vero peso del caro-vita non si misura soltanto attraverso il tasso d’inflazione, ma anche e soprattutto attraverso quanto rimane nelle tasche delle famiglie dopo aver sostenuto tutte le spese indispensabili.
Fonti
ISTAT – Prezzi al consumo, dati provvisori agosto 2026
Indice NIC: +0,5% su luglio 2026 e +3,3% su agosto 2025.
Assoutenti – 1 settembre 2026
Inflazione: vanno ridotti prezzi di carburanti ed energetici. 5 settembre scade taglio accise.
Assoutenti – 27 agosto 2026
Accise tagliate fino al 5 settembre.
Il Sole 24 Ore – elaborazione sul carrello alimentare, agosto 2026
Simulazione su 31 prodotti della spesa settimanale di una coppia con un figlio, ripresa dalle principali agenzie di stampa.
Assoutenti / Centro di formazione e ricerca sui consumi – marzo 2025
Consumi: spesa famiglie -9% dal 2019, il report.
Iniziativa finanziata dal MIMIT D.D.12 maggio 2025
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