Vicenza, disabile fatto scendere da bus

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COMUNICATO STAMPA

10 febbraio 2026

 

 Vicenza, disabile fatto scendere da bus, Assoutenti: servono regole per tutelare minori e soggetti fragili nel settore dei trasporti

 

Minori fatti scendere da bus esposti a inutili rischi

Di fronte a episodi come quello accaduto nel vicentino, dove un ragazzo disabile di 15 anni sarebbe stato fatto scendere dal bus sotto la pioggia solo per un presunto abbonamento dimenticato, è evidente che non possiamo limitarci a parlare di “regolamenti” o “procedure”: siamo davanti a una questione di responsabilità sociale, di tutela dei minori e di civiltà. Lo afferma Assoutenti, commentando il caso riportato oggi dai mass media.

“Le aziende di trasporto pubblico locale devono adottare un principio chiaro e non negoziabile: nei casi di emergenza che coinvolgono minorenni, soprattutto se in condizioni di fragilità o disabilità, la priorità deve essere la protezione della persona – afferma il presidente Gabriele Melluso – Un adolescente che segnala spontaneamente di non riuscire a trovare l’abbonamento non è un “furbetto”, ma un minore che sta chiedendo aiuto. In questi casi l’autista e l’azienda non possono trasformarsi in un ostacolo, ma devono essere parte della soluzione, garantendo almeno il raggiungimento della scuola o il rientro a casa in sicurezza”.

Assoutenti chiede quindi che venga introdotta una procedura nazionale uniforme, valida per tutte le compagnie di trasporto, che preveda l’obbligo di accoglienza e copertura del servizio quando un minore segnala una difficoltà, evitando che situazioni simili possano ripetersi. Anche perché lasciare un ragazzo solo, sotto la pioggia, significa esporlo a rischi concreti e inaccettabili.

“La verifica avviata dall’azienda è un passaggio doveroso, ma non basta: serve un cambio culturale e operativo. Il trasporto pubblico non è soltanto un servizio a pagamento: è un presidio di sicurezza, inclusione e tutela della comunità. Chi gestisce un servizio pubblico deve ricordare che un biglietto non può valere più della dignità e dell’incolumità di un ragazzo” – conclude Melluso

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