Trasporto Pubblico: LAVORI IN CORSO… ANZI NO!

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A cura di Assoutenti

Nel corso di questo anno 2022 sono stati aperti numerosi cantieri sulla rete del trasporto pubblico di Roma e del Lazio, che implicano sospensioni o limitazioni di esercizio: ferrovie, metropolitane, tram, e in qualche caso anche autobus.

I più imponenti (per gli effetti sul servizio) riguardano la metro A, la Roma-Lido e il tram 8. Ma altri interventi minori coinvolgono le linee ferroviarie regionali gestite da Trenitalia, l’intera rete tramviaria e le altre metropolitane.

Cerchiamo di fare il punto sui lavori in corso, ma anche su quelli da poco conclusi e su quelli previsti ma non ancora calendarizzati.

 

Metro A: chiusura serale

Il 4 luglio 2022 sono iniziati i lavori di rinnovo dell’infrastruttura della metro A.

Durata prevista, 18 mesi s.c.

Nei giorni dalla domenica al giovedì, le ultime partenze sono anticipate alle ore 21,00

Servizio regolare di venerdì e sabato.

Si prevede l’integrale sostituzione dell’armamento ferroviario, ormai giunto a fine vita tecnica dopo oltre 40 anni di esercizio, con la  sostituzione di 70 metri di binario ogni notte, per una lunghezza complessiva di 25 km.  Gli interventi di riqualificazione riguardano la  sostituzione integrale di rotaie, traverse, deviatoi e scambi, nonché il  risanamento dello strato di pietrisco della massicciata.

Nelle ore di chiusura e attivo l’autoservizio sostitutivo.

Previsto l’impiego di 76 autobus, per 152 corse (vale a dire, ogni vettura effettua una corsa di andata e una di ritorno), dalle 21,00 alle 23,30, scaglionati con partenze ogni 2 minuti.

L’autoservizio ferma anche in corrispondenza della stazione FS di VALLE AURELIA. Questo è un grandissimo risultato ottenuto dall’Assoutenti, che a suo tempo ebbe a contestare duramente il fatto che in passato, in occasione di altre interruzioni del servizio, gli autobus navetta saltavano tale importantissimo nodo di scambio (ove sono presenti la FL3 e il bus 31).

 

Tram 8: non è chinotto.

Ricordando il famoso slogan (“non è chinotto se non c’è l’8”), possiamo dire che “non è chinotto” almeno fino a gennaio 2023.

A differenza della metro A e della Roma-Lido, l’interruzione del tram 8 è totale. Chiusura h24 7gg. Durata annunciata 6 mesi.

Disagi per l’utenza ovviamente pesantissimi.

Sempre dal 4 luglio 2022 sono partiti i lavori di ammodernamento dell’infrastruttura tramviaria che prevedono il rinnovo integrale di 6 chilometri di linea. Le attività di cantiere dureranno 9 mesi, ma i tram saranno sostituiti da bus navetta per sei mesi.

I lavori prevedono il rifacimento totale dell’armamento, ovverosia si smontano i binari vecchi e si rimontano binari nuovi. È quasi come fare una linea completamente nuova da zero.

Purtroppo questa è la conseguenza dell’omessa manutenzione ordinaria e straordinaria protrattasi per 24 anni. Se gli interventi manutentivi fossero stati fatti quando necessario, i lavori si sarebbero potuti fare sotto esercizio, o al massimo con brevi interruzioni.

Abbiamo mandato una squadra di pensionati a guardare i cantieri. Al momento si procede a macchia di leopardo. Sembrerebbe poi, salvo miglior verifica, che i binari posati nel 1997 si trovino in condizioni peggiori di quelli posati nel 1974.

Il problema dell’interruzione h 24 è che l’autoservizio sostitutivo sarà decisamente insufficiente nelle ore di punta, provocando affollamenti, che specie di questi tempi non sono molto desiderabili.

 

Ferrovia Roma-Lido: chiusura anticipata

I lavori di rinnovo integrale della tratta Ostia Antica-Cristoforo Colombo sono partiti il 14 luglio scorso. La ferrovia limita il servizio tra Porta San Paolo ed Acilia in orario serale, esclusivamente dal lunedì al venerdì. Autoservizio sostitutivo tra Acilia e Cristoforo Colombo.

Sabato e domenica servizio regolare sull’intera tratta.

Durante l’orario dei lavori, il servizio treno è sostituito da bus di un operatore privato, per conto di Cotral.

Secondo il programma originario, si prevedeva la riduzione del servizio dal 14 luglio e per 90 giorni, con ultime corse alle 19,18 da Porta S. Paolo e alle 20,03 da Cristoforo Colombo. Senonché in questo modo si chiudeva troppo presto, rischiando di impedire il ritorno dal mare in una direzione, ed il ritorno a casa nell’altra. In seguito alle proteste, dal 1 agosto l’orario è stato allungato, le ultime corse che coprono l’intera tratta Porta San Paolo-Cristoforo Colombo partono alle ore 20:15 da Porta San Paolo e alle 21:00 da Cristoforo Colombo.

Inoltre, in considerazione della stagione balneare, è stata disposta la sospensione dei lavori, con conseguente servizio regolare tutti i giorni, dal 13 agosto al 4 settembre. I lavori, con le relative interruzioni, riprenderanno il 5 settembre.

Dobbiamo supporre che slitti anche il termine dei lavori, ma non è stata comunicata alcuna nuova data.

 

Linee ferroviarie regionali

Lavori anche sulla rete ferroviaria regionale a cura di RFI.

L’interruzione riguarda in particolare la linea FL4 (Roma-Castelli) dal 23 luglio al 5 settembre.

Per lavori di potenziamento infrastrutturale, la circolazione ferroviaria è sospesa tra le stazioni di Ciampino-Velletri, Ciampino-Albano e Ciampino-Frascati.

I treni regionali delle relazioni Roma-Velletri, Roma-Albano e Roma-Frascati sono cancellati. Previsto servizio bus tra Ciampino e Velletri, Ciampino e Albano, Ciampino e Frascati. Alcuni treni regionali della relazione Roma-Cassino-Caserta subiscono variazioni di orario e fermano anche a Ciampino.

Interventi minori, con brevi interruzioni che coinvlgono solo alcune corse, sulle linee Roma-Civitavecchia (FL5) e Roma-Viterbo (FL3).

Dal 4 settembre al 31 ottobre 2022, per lavori di manutenzione programmata nella stazione di Orte, alcuni treni della FL1 subiscono le variazioni di orario o limitazioni di percorso.

Da venerdì 19 a domenica 21 agosto è rimasta interrotta per lavori di manutenzione programmata  (ma non annunciati con sufficiente anticipo) anche la linea tra Roma Ostiense e Fiumicino Aeroporto (ma a Ferragosto non arrivano turisti?). Tale provvedimento suscita perplessità, in relazione all’importanza della linea per l’utenza aeroportuale.

 

Rete tramviaria.

Si sono da poco conclusi i lavori sulla linea 2, anch’essa rimasta chiusa a lungo causa mancata manutenzione. Sembra però che i problemi non siano stati tutti risolti e che occorreranno ulteriori interventi, dei quali al momento non si sa né quali siano, né quando verrebbero effettuati.

L’Assessore alla Mobilità Patanè ha dichiarato “in corrispondenza della curva tra Viale Tiziano e Viale Pinturicchio, è stato riprogrammato il semaforo al passaggio del tram, in modo tale che il veicolo trovi il segnale verde evitando la frenata e migliorando così la dinamica di marcia del mezzo”

Già, ma nel 1990, quando la linea fu attivata, tutti i semafori funzionavano così. Ora perché non più, tanto che si è dovuto riattivarne uno (uno solo!)?

L’intervento urgentissimo per il tram 2 è ripristinare tutti i semafori intelligenti lungo l’intero percorso, in modo da recuperare i tempi di percorrenza di 7 minuti e mezzo del 1990, a fronte dell’estrema lentezza che negli ultimi anni ha colpito la linea e danneggiato gli utenti.

La linea 3 è tuttora interrotta da Porta Maggiore alla Stazione Trastevere. Senonché, mentre per il tratto finale Porta S. Paolo – Stazione Trastevere condivide le sorti della linea 8, nessuna spiegazione viene fornita per il tratto Porta Maggiore-Porta S. Paolo, sul quale non risulta vi siano lavori in corso. Al danno della mancanza di servizio si aggiunge la beffa di non sapere neppure perché.

Le linee 5, 14 e 19 funzionano sì, ma a singhiozzo, con frequenti interruzioni, ma non per manutenzione, bensì per lavori stradali, potatura alberi e quant’altro, tutto in modo estemporaneo, senza un programma preciso che consenta di avvisare per tempo gli utenti o di predisporre con largo anticipo un calendario, facilmente consultabile, dei “giorni sì/giorni no” per pianificare i propri spostamenti. Inoltre spesso si tratta di lavori che una volta si facevano senza difficoltà sotto esercizio, ed il fatto che ora non si faccia più denota quanto sia calata la complessiva capacità di gestire il trasporto pubblico.

 

Metropolitane

Negli ultimi tempi, varie stazioni sulle linee A e B sono rimaste chiuse, alcune anche a lungo, per lavori di rinnovo delle scale mobili o di rifacimento dell’impianto elettrico.

Attualmente sono state tutte riaperte, ma non per questo è cessata l’emergenza, che potrebbe in futuro portare ad altre chiusure.

Nelle maggior parte delle stazioni, stando almeno alla situazione odierna, le scale mobili e gli ascensori sono guasti o fuori uso. E, quindi, inevitabilmente quelle stazioni sono sì aperte perché i treni passano, ma sono a rischio chiusura improvvisa, oltre a non dare un servizio adeguato. Stando a quanto viene segnalato, sono ben 14 le stazioni della Linea A di Roma con ascensori e scale mobili fuori uso, 10 quelle della linea B e 5 quelle della linea C.

Ulteriori lavori dovranno quindi essere effettuati, ma al momento non si sa nulla sulle date né sulle modalità.

A ciò va aggiunta la carenza di treni, su tutte e tre le linee, a causa dei convogli fermi per la revisione periodica, il che produce riduzione delle corse ed aumento delle attese. Anche se è stata scongiurata la chiusura per mancanza di treni, la situazione resterà disagevole per diverso tempo, fino al completamento della revisione di tutti i treni e al loro rientro in servizio. Si prospettano tempi lunghi, al momento non ancora definiti.

 

Concludiamo con alcune osservazioni sull’emergenza manutenzioni, che ha così duramente colpito il trasporto pubblico, e non solo a Roma.

Una volta, le aziende esercenti il trasporto pubblico curavano l’intera filiera produttiva, non solo il movimento dei mezzi, ma anche le manutenzioni ordinarie e straordinarie e tutte le attività accessorie. Ora purtroppo non è più cosi, un’assurda burocrazia lunare impone lo spezzatino fra tanti soggetti (dalla parte politica fino ai subappaltatori), che si occupano ciascuno di un segmento. Cosicché, oltre a non essere molto chiaro “chi-deve-fare-che-cosa”, manca un coordinamento. E capita che qualcuno si “scordi” di fare la propria parte. Forse qualcosa è da rivedere in questo sistema. E riaccorpare le funzioni in un unico responsabile.