Quanto lo scarico di programmi da internet è solo apparentemente “gratuito”: il caso della Estesa Limited

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Maxi multa di 1,5 milioni di euro deliberata dall'Antitrust

 

Il 25 agosto 2011 l’Autorità garante della concorrenza aveva deliberato la sospensione cautelare della attività svolta da Estesa Limited (società con sede legale alle Seychelles) per promuovere lo scarico “gratuito” di programmi dal sito internet Italia-programmi.net: in realtà, compilando il modulo per la registrazione dei dati, gli utenti si trovano a sottoscrivere inconsapevolmente un abbonamento annuale da 96 euro. Per “spaventare” le persone che avventatamente avevano seguito questa procedura, la società inviava ripetute comunicazioni di sollecito del pagamento minacciando di adire le vie legali per il recupero crediti. L’Antitrust, nell’interrompere in via cautelare questa attività, ha redatto anche dei comunicati stampa per informare i cittadini di non cedere in nessun caso a queste pressioni 1.
Il 14 dicembre 2011 l’Antitrust ha concluso l’analisi del caso, deliberando una maxi multa di 1,5 milioni di euro, accompagnata dall’obbligo di pubblicare un estratto della delibera per 30 giorni sul sito della società, contestando alla Estesa Limited tre distinte pratiche scorrette 2.
Falsa gratuità. Il sito Italia-programmi.net dava inizialmente notizia della possibilità di scaricare subito i programmi, utilizzando spesso la parola “free” per invogliare gli utenti; solo nelle schermate successive, al momento della registrazione, era richiesto di cliccare su un unica casella per accettare le condizioni contrattuali (riportate in carattere più piccolo e con scarsa evidenza), indicate con l’acronimo CGV (cioè Condizioni Generali di Vendita), esprimere il consenso al trattamento dei dati personali e dichiarare di essere a conoscenza del diritto di recesso. Ma non c’era alcuna indicazione neppure sulle modalità di pagamento. Dopo dieci giorni arrivava il primo sollecito di pagamento (con allegate le condizioni contrattuali), con l’invito ad effettuare un bonifico presso un conto corrente di una banca di Cipro, cui seguivano altre richieste di pagamento con importi via via più elevati (per “spese di sollecito”). Non era indicato un numero di telefono o di fax cui richiedere chiarimenti, ma solo di una casella di posta elettronica, dove peraltro – secondo alcune segnalazioni – non sarebbe stato possibile inviare messaggi. Dopo l’apertura del procedimento di fronte all’Agcm, il sito è stato temporaneamente modificato riportando la scritta “Crea il tuo account a soli 8 euro al mese” ma tale precisazione sul carattere oneroso della iscrizione veniva spesso cancellata, in particolare durante la sera e la notte. L’Agcm ha ritenuto che le modalità di presentazione dei servizi offerti dalla società hanno tratto facilmente in inganno gli utenti (ci sono state oltre 15.000 segnalazioni effettuate da singoli cittadini e da associazioni dei consumatori), tenuto conto anche del fatto che è prassi comune a molti siti che consentono lo scarico gratuito di programmi di richiedere una semplice registrazione di dati da parte degli utenti, al fine di poter successivamente inviare materiale pubblicitario su altre proposte commerciali, anche a titolo oneroso. Il meccanismo ingannevole è accresciuto dalla circiostanza che molti utenti sono stati indirizzati – grazie all’opera di “promozione” svolta da una società austriaca – al sito Italia-programmi.net dopo aver fatto una ricerca su Google del nome del programma accompagnato dalle parole “gratis” o “free” o similari.
Ostacoli al diritto di recesso. La società non ha dato corso alle richieste di recesso effettuate da molti utenti prima della scadenza dei dieci giorni lavorativi previsti dalla legge. Inoltre, dopo la sospensione decretata dall’Antitrust, ha inviato agli utenti interessati una e mail nella quale si garantiva che era stata presentata all’Autorithy la necessaria documentazione volta a eliminare ogni dubbio in ordine alla piena correttezza del proprio comportamento.
Richieste di sollecito aggressive. I ripetuti solleciti di pagamento erano effettuati con toni e contenuti intimidatori, prospettando anche conseguenze penali. Tale pratica aggressiva è continuata anche dopo la sospensione cautelare deliberata dall’Agcm il 25 agosto 2011.  
Il comunicato stampa dell’Autorità garante della concorrenza informa che dell’esito dell’istruttoria è stata informata la magistratura, la Guardia di finanza e la polizia postale per le iniziative di rispettiva competenza. Non risulta inoltre avviata da Estesa Limited alcuna azione legale di recupero crediti nei confronti degli utenti che hanno scaricato in buona fede i programmi “gratuiti” dal sito della società.

    In seguito a tali segnalazioni, il Giudice per le indagini preliminari di Milano ha disposto l’oscuramento del sito (leggi questa notizia su Consumedia ).

Chi volesse aderire alla class action nei confronti di Estesa Limited clicchi qui .
 
Si ricorda che l’Antitrust ha deliberato nel 2010 una sanzione di 960.000 euro nei confronti della Euro Content Limited, che gestiva il sito www.easy-download.info, che prometteva anch’esso lo scarico “gratuito” di programmi da internet, mentre in realtà veniva stipulato un contratto biennale per la fornitura di software al costo di 198 euro. Se vuoi sapere di più su questa vicenda leggi questa scheda .
 
6 gennaio 2012 (aggiornamento del 3 aprile 2012)


1 Procedimento PS7444 – provvedimento n. 22709 del 2011, pubblicato sul Bollettino dell’Agcm n. 32 del 2011.
2 Vedi il provvedimento n. 23107 del 2011. Per il testo integrale della delibera clicca qui .