Occorre completare il riordino delle Autorità di garanzia

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Sono necessari nuovi interventi legislativi per garatire una maggiore tutela dei consumatori

 

Nel corso dell’ultimo anno sono state approvate numerose disposizioni riguardanti le Autorità di garanzia: dalla revisione degli organi di vertice , alla creazione della nuova Autorità per i trasporti , all’attribuzione di ulteriori competenze all’ Antitrust , all’AGCom ( settore postale ) e all’AEEG ( servizi idrici ). L’ultima modifica  riguarda l’aumento da 500.000 euro a 5 milioni di euro della sanzione che l’Antitrust può irrogare in caso di pratica commerciale scorretta: si tratta di una norma che va incontro alle richieste avanzate da anni dalle associazioni dei consumatori, finalizzate a garantire l’effettiva deterrenza delle multe, in analogia con quanto già previsto dalle disposizioni a tutela della concorrenza. La norma, ispirandosi al recente orientamento del Consiglio di Stato , non si applica però quando una normativa di origine comunitaria affidi ad una diversa Autorità il compito di tutelare i consumatori in caso di violazione della normativa di settore ( legge n. 135 del 2012 ). Tutto chiaro? Solo apparentemente. Negli ultimi mesi l’Antitrust ha adottato diversi provvedimenti nei confronti di operatori del settore delle telecomunicazioni nonostante l’AGCom avesse rivendicato (solo a parole, senza adottare alcuna sanzione nei confronti delle aziende) la propria esclusiva competenza al riguardo sulla base della disciplina specifica sui contratti a distanza approvata dalla stessa Autorità (vedi i casi Mediaset , Buongiorno , David2 e  T-Plus  ). La nuova norma non sembra in grado di risolvere il contenzioso tra le Autorità, a meno che si consolidi il metodo delle intese, adottato in passato tra Banca d’Italia e Agcm e poi recentemente ripreso tra la stessa Agcm e l’Aeeg ( leggi qui ). In ogni caso, appare incomprensibile aumentare le sanzioni solo in alcune materie, lasciando invece multe di importo molto più basso per pratiche scorrette analoghe commesse in altri settori: c’è il rischio concreto di approvare tante micro discipline settoriali, ingenerando una gran confusione sui diritti realmente esistenti e sulle modalità per ottenere il loro rispetto, diminuendo le tutele per la generalità dei cittadini previste dal Codice del consumo.

Appare urgente un intervento di riforma complessivo del Parlamento, a partire dal sollecito recepimento della direttiva comunitaria sui contratti a distanza (come suggerito anche dall’ Antitrust): questa può essere un'occasione per definire regole, garanzie e sanzioni realmente efficaci per tutti i settori, in modo da ristabilire un clima di fiducia da parte dei consumatori, scossi dal preoccupante fenomeno della fornitura di beni e servizi non richiesti da parte di operatori senza scrupoli nei comparti delle telecomunicazioni, dell’energia, della vendita di pubblicazioni etc.