La Corte di Giustizia Europea boccia gli accordi sulle tariffe tra assicurazioni e riparatori

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 In una sentenza del 14 marzo, la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che gli accordi sui prezzi per la riparazione di veicoli tra le società di assicurazioni e le officine hanno natura anticoncorrenziale

 La Corte di Giustizia Europea – nel prendere in esame una causa intentata in Ungheria nei confronti della compagnia assicuratrice Allianz Ungheria, ha stabilito in prima sezione, a tutela dei danneggiati-assicurati per la RC auto, che gli accordi sui prezzi per la riparazione di veicoli assicurati conclusi tra le società di assicurazioni e le officine di riparazione hanno natura anticoncorrenziale.

Riferendosi al caso in questione, e cioè agli accordi tra la società di assicurazioni Allianz Hungária Biztosító e alcuni riparatori di autoveicoli in merito alle tariffe orarie per le attività di riparazione (con tariffe maggiorate in funzione del numero di contratti di assicurazione conclusi per il tramite di detti riparatori operanti in veste di intermediari della società assicurativa), la Corte ha dichiarato che l’articolo 101, paragrafo 1, TFUE deve essere interpretato nel senso che degli accordi, mediante i quali alcune società di assicurazioni del ramo automobilistico pattuiscano bilateralmente – o con concessionari automobilistici operanti quali officine di riparazione, o con un’associazione di rappresentanza di tali concessionari – la tariffa oraria dovuta dalla società assicurativa per la riparazione di veicoli assicurati presso di essa, possono essere considerati come una restrizione della concorrenza «per oggetto» ai sensi della disposizione sopra citata, qualora risulti che gli stessi sono, per loro propria natura, dannosi al buon funzionamento del gioco normale della concorrenza su uno dei due mercati interessati.

Le organizzazioni degli autoriparatori italiani (e anche l’Assoutenti, che condivide il giudizio negativo della Corte su questi accordi) si aspettano che anche in Italia l’Antitrust si attivi per evitare che le imprese assicuratrici possano, attraverso clausole contrattuali di dubbio valore, arrivare al risultato di controllare il mercato delle autoriparazioni, a danno della libera scelta degli automobilisti 1.



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