“La giurisprudenza sbarra la strada ai consumatori”

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Ormai negata alle associazioni dei consumatori, tra gli strumenti di tutela giudiziaria, la costituzione di Parte Civile!

 

Nella vicenda giudiziaria che vede imputati alcuni tra i maggiori istituti di credito e la propria dirigenza in fatti criminosi di una diffusività senza precedenti, il Giudice dell’Udienza Preliminare ha escluso le richieste risarcitorie avanzate dalle associazioni nel procedimento penale che si celebra a Milano. Purtroppo in linea con una deriva giurisprudenziale che ha via via ristretto, nel tempo, i criteri di ammissione delle associazioni dei consumatori nel ruolo di Parte Civile, inibendo, dunque nei confronti di queste ultime, le concrete possibilità risarcitorie nel processo penale.

“Prendiamo atto della decisione del Giudice ma temiamo che si aggravi concretamente un preoccupante vuoto di tutela” – commenta l’Avv. Giuseppe Terrasi, difensore di Assoutenti – “Siamo convinti che un fatto criminoso quale quello contestato, e cioè la truffa della vendita di diamanti ad un valore che non corrisponde a quello reale, condotto per anni e su larghissima scala, porti con sé un disvalore ulteriore e specifico, dato proprio dalla diffusività e dalla capillarità con la quale è stato perpetrato. Di fatto, secondo l’accusa, è stato realizzato un modello di business criminale in grado di intercettare e danneggiare, al fine di trarne profitto, enormi quantità di consumatori inconsapevoli”, prosegue il legale.

“Con la decisione del GUP prendiamo atto del fatto che venga negata alle associazioni dei consumatori, tra gli strumenti di tutela giudiziaria, la costituzione di Parte Civile, e cioè il più concreto e agile tra gli strumenti, in grado di corrispondere, dal punto di vista della tutela risarcitoria, alla diffusività ed alla capillarità del crimine perpetrato. Tali elementi che, secondo l’accusa, ricorrono nel caso concreto, sono destinati a rimanere privi di tutela risarcitoria nel corso del processo penale e potranno, semmai, trovare ristoro nel processo civile, da molti percepito come più costoso e scoraggiante”.

“Questo è un fatto di una gravità inaudita – chiarisce Furio Truzzi, Presidente di Assoutenti –  perché mortifica il senso stesso dell’agire delle associazioni portatrici di interessi diffusi, stabilendo, sostanzialmente, un principio impossibile da realizzarsi nel concreto: potranno trovare ristoro solo i singoli consumatori in proprio, ciascuno con la propria puntuale iniziativa processuale. Paradossalmente questa ci pare la prospettiva peggiore in termini di economie processuali. Ci sfiora solo il pensiero delle migliaia di cause che ne deriverebbero e delle enormi difficoltà da parte del sistema giudiziario e di quella stessa giurisprudenza che oggi ci sbarra la strada, nell’approntare una risposta pronta, tempestiva ed efficace”.

“Ma il fatto è di una gravità inaudita – prosegue – anche perché mortifica il lavoro che quotidianamente le associazioni dei consumatori svolgono a tutela del risparmio, in termini di educazione finanziaria e di consolidamento di un sistema di fiducia che andrebbe riposta anche e soprattutto negli stessi istituti di credito. Oggi è decisamente più difficile poter guardare in questa prospettiva”.

“Assoutenti proseguirà la propria battaglia nelle aule giudiziarie e si farà portatrice preso le istituzioni a partire dal Ministro della giustizia e dalle competenti commissioni parlamentari di ogni intervento necessario per la modifica di questo vuoto di tutela dei diritti di utenti e consumatori”.