Gioco d’azzardo, Assoutenti: «165 miliardi di giocate, il Decreto Dignità non si tocca»

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Dopo l’intervento di Milena Gabanelli a Che Tempo Che Fa, il presidente Gabriele Melluso rilancia l’allarme sui rischi del gioco d’azzardo: «Servono più prevenzione, sostegno alle famiglie e controlli sulla pubblicità delle scommesse. Il calcio non può finanziarsi mettendo a rischio il futuro dei giovani».

Il gioco d’azzardo in Italia continua a crescere, ma l’aumento delle somme giocate non si traduce in un incremento proporzionale delle entrate per lo Stato. Intanto, il disturbo da gioco d’azzardo e il sovraindebitamento rappresentano un problema che coinvolge non soltanto chi gioca, ma anche le famiglie e l’intera collettività.

A riportare il tema al centro dell’attenzione pubblica è stata Milena Gabanelli, intervenuta domenica 18 ottobre a Che Tempo Che Fa, la trasmissione condotta da Fabio Fazio sul NOVE.

Un intervento che trova piena condivisione da parte di Assoutenti, che attraverso il presidente nazionale Gabriele Melluso richiama le istituzioni alla necessità di rafforzare le politiche di prevenzione, garantire strumenti di sostegno alle persone in difficoltà e difendere il divieto di pubblicità delle scommesse previsto dal Decreto Dignità.

«Condivido parola per parola la denuncia di Milena Gabanelli su una delle più gravi piaghe sociali del nostro Paese: il gioco d’azzardo patologico e il dramma del sovraindebitamento che troppo spesso ne consegue. Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie, giovani e meno giovani che rischiano di perdere non soltanto i propri risparmi, ma anche la serenità, gli affetti e la dignità», dichiara Melluso.

Gioco d’azzardo in Italia: nel 2025 giocate per 165,3 miliardi di euro

I dati richiamati da Gabanelli fotografano un fenomeno di dimensioni sempre più rilevanti.

Nel 2015 gli italiani avevano giocato complessivamente circa 88 miliardi di euro, generando entrate erariali per circa 8,78 miliardi.

Dieci anni dopo, nel 2025, secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la raccolta complessiva ha raggiunto 165,3 miliardi di euro, mentre il gettito erariale si è attestato a 11,47 miliardi.

In un decennio, dunque, il volume delle giocate è aumentato di quasi l’88%, mentre le entrate per lo Stato sono cresciute di circa il 31%, pari a 2,7 miliardi di euro in più.

È importante distinguere la raccolta complessiva dalla spesa effettiva dei giocatori: i 165,3 miliardi comprendono anche le somme successivamente restituite sotto forma di vincite. Nel 2025, al netto delle vincite, la spesa complessiva è stata di circa 21,9 miliardi di euro.

Il dato non ridimensiona la portata del fenomeno, ma aiuta a comprenderne meglio il funzionamento economico e le conseguenze.

«A fronte di una crescita enorme del gioco d’azzardo, il beneficio per le casse pubbliche non è aumentato nella stessa proporzione. Ma soprattutto dobbiamo chiederci quale sia il prezzo sociale di questa espansione. La salute delle persone e la stabilità economica delle famiglie non possono essere considerate variabili secondarie», sottolinea il presidente di Assoutenti.

Dipendenza da gioco e sovraindebitamento: il dramma nascosto dietro i numeri

Il disturbo da gioco d’azzardo può avere conseguenze profonde sulla vita delle persone, soprattutto quando alla dipendenza si accompagnano difficoltà economiche e debiti sempre più difficili da sostenere.

La rincorsa alle vincite, il tentativo di recuperare il denaro perduto e la progressiva perdita di controllo possono compromettere il bilancio familiare, alimentare il ricorso al credito e generare situazioni di grave vulnerabilità.

Le conseguenze non riguardano soltanto il singolo giocatore. Spesso coinvolgono coniugi, figli e altri familiari, incidendo sulle relazioni personali, sulla salute e sulla qualità della vita.

Nel suo intervento televisivo, Gabanelli ha richiamato anche le stime relative alle persone con problemi legati al gioco e agli ingenti costi sociali del fenomeno, evidenziando la necessità di considerare le ricadute sulla collettività oltre ai dati economici del settore.

Per Assoutenti, il contrasto al gioco d’azzardo patologico deve quindi essere affrontato come una questione di tutela dei consumatori, salute pubblica e protezione delle famiglie.

Prevenzione ed educazione finanziaria: la risposta deve partire dai giovani

Secondo Assoutenti, la strategia di contrasto al gioco d’azzardo patologico deve svilupparsi su due fronti fondamentali: prevenzione e recupero.

La prevenzione passa innanzitutto dall’educazione finanziaria, dalla conoscenza del valore del denaro e dalla capacità di riconoscere i rischi economici connessi alle scommesse e ai giochi con vincite in denaro. Un percorso che deve iniziare già durante l’infanzia, attraverso l’educazione a un rapporto sano ed equilibrato con il gioco, anche nelle sue forme tradizionali.

Il gioco deve essere un’occasione di crescita, apprendimento, socialità e divertimento. È necessario, allo stesso tempo, aiutare i più giovani a comprendere la differenza tra attività ludiche e gioco d’azzardo, promuovendo consapevolezza sui rischi della ricerca compulsiva della vincita.

«La prevenzione comincia dall’educazione finanziaria, dalla consapevolezza del valore del denaro e, ancora prima, dall’educazione dei bambini a un rapporto sano con il gioco. Dobbiamo evitare che ciò che dovrebbe essere un momento di divertimento si trasformi in una rincorsa compulsiva alla vincita», afferma Melluso.

Sovraindebitamento: sostegno alle famiglie e strumenti per ripartire

Accanto alla prevenzione, Assoutenti richiama la necessità di rafforzare gli strumenti di assistenza e recupero per le persone che hanno già sviluppato problemi legati al gioco d’azzardo.

Chi si trova in difficoltà deve poter accedere a percorsi di cura e sostegno, ma anche ricevere informazioni e assistenza sulle possibilità offerte dalla normativa per affrontare situazioni di grave indebitamento.

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza prevede specifiche procedure per la gestione del sovraindebitamento, tra cui la ristrutturazione dei debiti del consumatore e, nei casi consentiti dalla legge, l’esdebitazione.

Si tratta di strumenti che, quando sussistono i requisiti previsti, possono consentire alle persone sovraindebitate di affrontare la propria situazione economica e costruire un percorso di ripartenza.

«Non basta denunciare il problema. Dobbiamo offrire risposte concrete alle persone e alle famiglie, attraverso percorsi di cura, assistenza e strumenti giuridici efficaci. Chi si trova in una condizione di grave difficoltà deve poter conoscere le opportunità di tutela previste dalla legge», evidenzia Melluso.

Pubblicità delle scommesse, Assoutenti: «Il Decreto Dignità non si tocca»

Uno dei punti centrali della posizione di Assoutenti riguarda il rispetto del Decreto Dignità, che nel 2018 ha introdotto, attraverso l’articolo 9, il divieto generale di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, fatte salve le eccezioni previste dalla normativa.

Il divieto interessa diversi canali di comunicazione, compresi televisione, radio, stampa, internet e manifestazioni sportive.

Per Assoutenti si tratta di una tutela che deve essere preservata e applicata rigorosamente.

«Abbiamo sempre sostenuto, in tutti i tavoli istituzionali nazionali, la necessità di difendere il Decreto Dignità, soprattutto nella parte che vieta la pubblicità diretta e indiretta delle scommesse e del gioco d’azzardo. Su questo non possiamo accettare passi indietro», dichiara il presidente nazionale.

L’associazione rinnova inoltre la richiesta all’AGCOM, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, di mantenere alta l’attenzione sul rispetto del divieto, rafforzando la vigilanza sulle forme di promozione indiretta o mascherata, anche attraverso contenuti digitali, influencer e piattaforme online.

La diffusione di nuove modalità di comunicazione commerciale rende infatti necessario un controllo costante sull’effettiva applicazione delle disposizioni a tutela dei consumatori.

Calcio e scommesse: «Lo sport non può incentivare il gioco d’azzardo»

Il tema della pubblicità delle scommesse assume particolare rilevanza nel mondo del calcio, dove il dibattito sulla ricerca di nuove risorse economiche ha riportato l’attenzione sulla possibilità di rivedere i limiti introdotti dal Decreto Dignità.

Assoutenti esprime la propria contrarietà all’ipotesi di reintrodurre la pubblicità delle scommesse nel sistema calcistico, contestando l’orientamento favorevole a un allentamento del divieto emerso nel dibattito federale e associato anche alle proposte di Giovanni Malagò, commissario straordinario della FIGC.

Per l’associazione, le esigenze di finanziamento delle società sportive non possono prevalere sulla tutela della salute e sulla protezione dei più giovani dai rischi legati al gioco d’azzardo.

«Non possiamo accettare che lo sport, che dovrebbe educare i giovani ai valori dell’impegno, del sacrificio e della lealtà, diventi uno strumento per incentivare le scommesse», sottolinea Melluso.

«Il mondo del calcio ha certamente bisogno di risorse, ma non si può finanziare il futuro dello sport mettendo a rischio quello dei nostri ragazzi».

Assoutenti auspica pertanto che, in vista delle prossime elezioni federali, previste entro gennaio 2027, ogni ipotesi di reintroduzione della pubblicità delle scommesse venga esclusa dai programmi per il futuro della FIGC.

Assoutenti: «La tutela dei consumatori deve venire prima del profitto»

L’intervento di Milena Gabanelli rappresenta un’occasione importante per rilanciare il confronto pubblico sulle conseguenze del gioco d’azzardo e sulle misure necessarie per prevenirne gli effetti più gravi.

Per Assoutenti, la risposta deve coinvolgere istituzioni, autorità di controllo, sistema sanitario, scuola e associazioni dei consumatori, attraverso un impegno coordinato sulla prevenzione, sull’educazione finanziaria e sul sostegno alle persone in difficoltà.

Allo stesso tempo, resta fondamentale garantire il rispetto delle norme che limitano la promozione del gioco con vincite in denaro, evitando arretramenti nelle tutele già previste dalla legislazione.

«Ringrazio Milena Gabanelli per aver riportato con coraggio e chiarezza l’attenzione su un tema che riguarda la vita di tante persone. Assoutenti continuerà questa battaglia perché il gioco non può diventare una condanna e il profitto non può prevalere sulla vita delle persone», conclude Gabriele Melluso, presidente nazionale di Assoutenti.

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