Edilizia: Assoutenti in audizione alla Camera

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Riforma del Testo Unico dell’Edilizia: Assoutenti chiede legalità chiara, certezza dei procedimenti e tutela del cittadino

di Gabriele Melluso, Presidente nazionale Assoutenti

Assoutenti ha partecipato all’audizione presso la Camera dei Deputati sulla proposta di legge AC 535 per il riordino della disciplina edilizia, una materia complessa che incide in modo diretto sulla vita quotidiana dei cittadini. La nostra associazione ha accolto positivamente lo sforzo di razionalizzare una normativa oggi stratificata, disomogenea, difficile da interpretare persino per gli addetti ai lavori. Da anni le segnalazioni raccolte dal nostro osservatorio confermano un quadro evidente: il cittadino consumatore non riesce a orientarsi tra regole, uffici, documenti e tempi incerti dei procedimenti edilizi.

Il cittadino e le pratiche edilizie: una realtà quotidiana spesso difficile da affrontare

Dietro ogni pratica edilizia – che si tratti di una ristrutturazione, di una sanatoria, di una delibera condominiale o di una semplice richiesta amministrativa – non ci sono numeri o procedure astratte: ci sono persone comuni, famiglie, anziani proprietari di casa, cittadini che cercano di fare le cose in regola senza possedere conoscenze tecniche. Molti si trovano spaesati: non sanno quali documenti servono, a chi rivolgersi, quali passi fare, quali siano i tempi ragionevoli.

Nel nostro osservatorio rileviamo problemi ricorrenti: informazioni non chiare, richieste che cambiano da un ufficio all’altro, ritardi non giustificati che fanno lievitare i costi, interpretazioni diverse della stessa norma, incertezza sulle responsabilità dei professionisti e sui tempi reali del procedimento.

Per questo la riforma del Testo Unico dell’Edilizia rappresenta un momento molto importante: può restituire certezza del diritto, rendendo le procedure più uniformi, digitalizzate, accessibili e comprensibili. La semplificazione non è una scorciatoia: non significa allentare i controlli, ma avere regole chiare, coerenti e applicabili nella realtà quotidiana.

Il condominio come prima comunità amministrativa del cittadino

Un aspetto spesso trascurato dal legislatore riguarda il condominio, prima “comunità amministrativa” con cui un cittadino deve confrontarsi. Qui si decidono spese rilevanti, si scelgono tecnici e imprese, si discute di sicurezza, manutenzione, barriere architettoniche, bonus edilizi, facciate e impianti.

Il cittadino-condomino deve poter comprendere quali interventi sono ammessi, valutare l’affidabilità di chi opera, conoscere tempi e condizioni delle autorizzazioni, sapere se e quando una sanatoria è praticabile. Una disciplina chiara, non frammentata tra uffici e tra Regioni, aiuta non solo l’amministrazione pubblica, ma anche la qualità della vita condominiale: favorisce trasparenza, fiducia e responsabilità nelle decisioni collettive.

Professionisti e cittadini: un patto di responsabilità condivisa

Quando una persona si affida a un tecnico, soprattutto nei casi di sanatoria, lo fa con fiducia, sapendo di non avere competenze per valutare nel dettaglio la documentazione prodotta. È quindi fondamentale che legalità edilizia e responsabilità professionale camminino insieme: trasparenza delle dichiarazioni, correttezza delle asseverazioni, verificabilità dei dati e collaborazione aperta tra ordini professionali e pubblica amministrazione. Questo non serve solo a evitare errori, ma a costruire un patto sociale fondato sulla fiducia e sul rispetto del cittadino.

La questione più delicata riguarda i beni confiscati alla criminalità organizzata. Ogni volta che lo Stato sottrae un bene alla mafia e lo destina a un progetto sociale, compie un atto di legalità e di giustizia. Ma troppo spesso questi beni restano inutilizzati per anni, bloccati non dai progetti o dalla mancanza di idee, ma da irregolarità edilizie pregresse e dalla difficoltà di ottenere la doppia conformità prevista dalla legge.

Questo svuota di significato la confisca, impedisce alla collettività di riappropriarsi di luoghi simbolici e frena iniziative di valore sociale. Per Assoutenti, mantenere la legalità non significa rimanere intrappolati in un labirinto burocratico: significa permettere a questi beni di essere restituiti alla comunità, trasformati in spazi di lavoro, memoria, cultura, solidarietà.

Per questo proponiamo una “doppia conformità alleggerita” per i soli beni confiscati, limitata alle difformità non strutturali e collegata a un progetto sociale approvato dalle autorità pubbliche. Non si tratta di una deroga, ma di uno strumento che rafforza la legalità, rendendola concreta e utile alla collettività.

Assoutenti auspica che la riforma del Testo Unico dell’Edilizia possa:

  • semplificare le procedure senza indebolire i controlli;

  • rendere i procedimenti più certi, trasparenti e digitalizzati;

  • rafforzare la posizione del cittadino nei processi edilizi e condominiali;

  • garantire responsabilità professionali chiare e prestazioni di qualità;

  • applicare una legalità realmente praticabile, capace di tutelare il territorio, gli investimenti, le comunità locali e i beni confiscati.

La nostra associazione è pronta a partecipare alla fase successiva della riforma, portando ai tavoli istituzionali la voce di utenti e cittadini che, ancora oggi, si sentono soli davanti a norme complesse, frammentate e spesso incomprensibili.

COMUNICATO STAMPA

9 dicembre 2025

 

 

 

EDILIZIA: ASSOUTENTI IN AUDIZIONE ALLA CAMERA, “SERVE UNA RIFORMA CHE TAGLI LA BUROCRAZIA E SBLOCCHI I BENI CONFISCATI. LEGALITÀ E TRASPARENZA PRIORITARIE”

Assoutenti è intervenuta oggi in audizione presso la Camera dei Deputati sulla proposta di legge 535 di riforma del Testo Unico dell’Edilizia. L’associazione dei consumatori ha richiamato l’attenzione della Commissione sulla necessità di una riforma centrata su semplificazione amministrativa, trasparenza delle procedure e valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
«La riforma deve nascere per servire i cittadini, non per complicare ulteriormente la loro vita – dichiara il presidente nazionale Gabriele Melluso –. Oggi le pratiche edilizie sono spesso ostaggio di ritardi, richieste discordanti e carenze organizzative che generano costi e sfiducia. È indispensabile un riassetto che restituisca certezza del diritto e responsabilità chiare. Abbiamo inoltre ribadito la priorità del riuso dei beni confiscati: senza un adeguato intervento normativo, la burocrazia rischia di diventare una seconda confisca dopo quella penale. Restituire questi beni alla collettività è un dovere civile e un pilastro della legalità».
Assoutenti ha sottolineato che oltre metà dei beni confiscati assegnati risulta oggi inutilizzata a causa di irregolarità edilizie pregresse difficilmente sanabili. Per l’associazione è urgente prevedere meccanismi amministrativi più efficaci, conservando il principio di legalità ma consentendo percorsi semplificati per il recupero degli immobili destinati a finalità sociali.
All’audizione hanno partecipato anche l’Avv. Stefano Betti Gianluca Betti e l’Ing. Enrico Sterpi, che hanno fornito approfondimenti tecnici e giuridici sulla necessità di ridurre gli “incagli amministrativi” e rafforzare la responsabilità professionale nei procedimenti edilizi.
Assoutenti ha ribadito alla Commissione la propria disponibilità a collaborare nella fase di elaborazione dei decreti attuativi, portando la voce dei cittadini e dei consumatori.
Video dell’audizione