Con lo stop a sci, impianti e vacanze, i consumi del settore crollano per 1.090 euro a cittadino

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12 miliardi di euro. A tanto ammonta il valore delle vacanze invernali in Italia, un fenomeno che interessa 11 milioni di italiani i quali ogni anno, tra dicembre e marzo, si spostano dalle città per la classica “settimana bianca” o per trascorrere qualche giorno sulle neve.

Il comparto vede coinvolte migliaia di aziende tra diretti, indotto e filiera: dai trasporti agli alimentari, dalla ristorazione alle strutture ricettive, passando per abbigliamento, souvenir, wellness, molteplici sono le attività che beneficiano del turismo invernale. Gli appassionati di neve, infatti, sono prima di tutto consumatori che alloggiano in hotel o rifugi, mangiano nei ristoranti, acquistano prodotti di abbigliamento e accessori specifici, regalano souvenir, si spostano in auto, treno o aereo, e danno vita ad un business che quest’anno l’emergenza Covid ha azzerato del tutto.

In base alle nostre stime, a causa del blocco della stagione sciistica 2020/2021 e degli impianti, i consumi nel settore del turismo invernale, considerate le spese dirette e quelle indirette, hanno subito una contrazione media pari a -1.090 euro procapite, con inevitabili conseguenze non solo per le imprese del comparto, ma anche per una miriade di attività dell’indotto i cui ricavi sono indissolubilmente legati alle vacanze sulla neve.

 

 

COMUNICATO STAMPA

Economia

15 febbraio 2021

Sci, Assoutenti: con stop a impianti e vacanze, consumi del settore crollano per 1.090 euro a cittadino

Tra pernottamenti, trasporti, consumi alimentari, abbigliamento e accessori, azzerata la spesa degli italiani per vacanze invernali 2020/2021

La chiusura degli impianti sciistici anche nell’ultima parte della stagione avrà effetti a cascata sull’economia del comparto e su tutto l’indotto, con una riduzione media dei consumi pari a 1.090 euro a cittadino.

Lo afferma Assoutenti, associazione dei consumatori specializzata in trasporti, che analizza le ripercussioni dello stop deciso dal Governo agli impianti da sci.

“Il settore del turismo invernale interessa 11 milioni di italiani che tra dicembre e marzo si spostano per trascorrere giorni di vacanza sulla neve – spiega il presidente Furio Truzzi – Consumatori che pernottano in strutture ricettive, utilizzano treni e aerei, acquistano cibi e bevande, prodotti di abbigliamento per la neve e accessori, comprano souvenir e usano strutture e servizi locali pagando le relative tariffe. Un tesoretto che, tra spese dirette, indirette e filiera, vale complessivamente 12 miliardi di euro annui, e che è stato ora azzerato dal Covid”.

“La situazione attuale cancellerà quindi di netto i consumi degli italiani in tale settore, portando ad una riduzione della spesa per le vacanze invernali pari in media a -1.090 euro a cittadino, e conseguenze pesanti non solo per le imprese del comparto, ma anche per una miriade di attività dell’indotto i cui ricavi sono legati al turismo invernale” – conclude Truzzi.