Banche: a rischio moratoria da 300 miliardi su mutui e finanziamenti

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1,4 milioni di famiglie e 1,3 milioni di imprese rischiano di essere coinvolte, a partire dal prossimo 1 luglio, in una nuova crisi bancaria, che potrebbe avere effetti pesanti sulla nostra economia.

Ancora una volta ad alimentare i rischi per il settore creditizio le norme imposte dall’Eba, l’Autorità bancaria europea, cui tutti gli stati membri devono attenersi.

Al centro della vicenda le moratorie su mutui, prestiti e finanziamenti avviate per sostenere famiglie e imprese danneggiate dalla crisi economica prodotta dal Covid, che valgono in Italia 300 miliardi di euro e scadranno il prossimo 30 giugno.

Moratorie che, proprio a seguito delle norme Eba, potrebbero non essere prorogate. Le nuove disposizioni europee entrate in vigore lo scorso gennaio prevedono l’obbligo per le banche di accantonare tra il 7 e il 10% del valore del finanziamento e del mutuo concesso per garantire la copertura dei crediti deteriorati, nonché nuove classificazioni di default per i debitori. Se tale normativa Eba non verrà sospesa, dal prossimo 1 luglio e banche si troveranno ad affrontare seri problemi di bilancio e 1,3 milioni di aziende e 1,4 milioni di famiglie che avevano aderito alle moratorie saranno chiamate a onorare i propri debiti, pur versando ancora in condizioni di grave difficoltà economica, e potrebbero quindi finire in “default” trascinando nel baratro le piccole e medie banche con effetti devastanti per l’economia nazionale e 600mila posti di lavoro a rischio.

Per tale motivo Assoutenti ha chiesto al Governo Draghi di intervenire per evitare che in questo momento delicato per il paese le moratorie, che hanno aiutato famiglie e aziende alle prese con mutui e prestiti, siano sospese, causando una nuova crisi del credito che potrebbe avere effetti dirompenti sulle piccole banche e sull’economia.

Qui di seguito il nostro comunicato stampa 👇

COMUNICATO STAMPA

Economia

13 aprile 2021

Banche: a rischio moratoria da 300 miliardi su mutui e finanziamenti. Dal prossimo 1 luglio regole Eba potrebbero bloccare sospensione rate

Assoutenti: 1,4 milioni di famiglie e 1,3 milioni di aziende rischiano il default con effetti a cascata su banche ed economia. Governo Draghi intervenga

Le moratorie su mutui, prestiti e finanziamenti da 300 miliardi di euro avviate per sostenere famiglie e imprese danneggiate dalla crisi economica prodotta dal Covid, scadranno il prossimo 30 giugno e rischiano di non essere più prorogate, a causa delle regole imposte dall’Eba, l’Autorità bancaria europea.

Lo denuncia oggi Assoutenti, che sottolinea come una simile misura porterebbe al default milioni di famiglie e imprese, trascinando con se le banche minori e provocando effetti disastrosi sull’economia italiana.

“La scadenza delle moratorie bancarie è stata fissata per il 30 giugno, e una scure rischia di abbattersi su famiglie e imprenditori – spiega il presidente Furio Truzzi – Sulla proroga delle agevolazioni incombono infatti le nuove disposizioni dell’Eba entrate in vigore lo scorso gennaio, che prevedono l’obbligo per le banche di accantonare tra il 7 e il 10% del valore del finanziamento e del mutuo concesso per garantire la copertura dei crediti deteriorati, e nuove classificazione di default per i debitori”.

“Se la normativa Abi non verrà sospesa, dal prossimo 1 luglio e banche si troveranno ad affrontare seri problemi di bilancio e 1,3 milioni di aziende e 1,4 milioni di famiglie che avevano aderito alle moratorie saranno chiamate a onorare i propri debiti indipendentemente dalle decisioni del Governo, pur versando ancora in condizioni di grave difficoltà economica – prosegue Truzzi – 2,7 milioni di soggetti che potrebbero quindi finire in “default” e trascinare nel baratro le piccole e medie banche con effetti devastanti per l’economia nazionale e 600mila posti di lavoro a rischio”.

Oggi, nonostante le misure di sostegno varate dal Governo, il 40% delle famiglie italiane ha difficoltà col pagamento degli affitti e il 30% con rate e prestiti – sottolinea Assoutenti – Annullare in questo momento delicato le moratorie vorrebbe dire condannare a morte le imprese che erano ricorse a tale misura e a ridurre sul lastrico 1,4 milioni di famiglie, e pertanto ci appelliamo al Governo Draghi affinché eviti l’ennesima crisi del credito in Italia.