Assoutenti : ricorsi all’Antitrust e alla Corte dei conti per i treni “rallentati” da FS

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L’Assoutenti vuole andare al fondo della questione emersa nei giorni scorsi relativa ai maggiori costi imposti alle Regioni da FS attraverso i rallentamenti delle percorrenze dei treni regionali.

Infatti FS riceve il compenso dalle Regioni proprio in funzione dei tempi di percorrenza e non delle distanze percorse dai treni. Dunque allungare i tempi senza reali motivazioni di servizio (sicurezza, stazioni in più etc.) è un danno per i viaggiatori, un costo per le regioni e un vantaggio SOLO per FS.

 

 

 

L’Assoutenti sta quindi accertando ulteriormente i fatti per capire se vi siano responsabilità di FS e gli estremi per un ricorso all’Antitrust per abuso di posizione dominante da parte dell’azienda per aver introdotto, avvalendosi della sua posizione di monopolista di fatto del trasporto ferroviario regionale, modalità contrattuali di esercizio costruite unilateralmente e artificiosamente per risultare più onerose del dovuto per la Regione committente.
Ci risulta inoltre che – a differenza di quanto avveniva circa 10 anni fa – FS evita accuratamente di rendere noti nel dettaglio i propri conti, impossibili da dedurre dal bilancio aggregato, in base ai quali le Regioni e le Associazioni di utenti potrebbero verificare la validità dei prezzi dei treni proposti apoditticamente sul Catalogo (ovvero l’offerta di treni di FS alle Regioni).
Inoltre, è anche in esame la circostanza che quanto sta avvenendo, riflettendosi negativamente sui bilanci delle Regioni, possa giustificare persino gli estremi per un intervento della Corte dei conti per danno erariale.
Nel frattempo, mentre abbiamo richiesto un incontro alla Conferenza delle Regioni e al Ministro dei Trasporti per l’esame dell’argomento, l’Assoutenti sta proseguendo il dialogo con molte  amministrazioni regionali, in particolare in Liguria, ad opera del vicepresidente dell’Assoutenti, Furio Truzzi, e dell’assessore Vesco, per favorire la creazione di organismi indipendenti di valutazione e di riesame dei contratti di servizio, di cui facciano parte anche rappresentanze qualificate degli utenti.

 

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Già con un articolo apparso su Il Fatto Quotidiano del 26 gennaio e con una interrogazione del deputato Realacci (Atto Camera 4-10625) è stata segnalata la conseguenza perversa di artificiosi rallentamenti dei treni che in diverse parti d’Italia si sono verificati. Infatti, il meccanismo di pagamento imposto da FS alle Regioni, essendo basato non sulla lunghezza del percorso ma sulla sua durata, incentiverebbe i treni locali a rallentare invece che a migliorare le loro performance: ogni minuto in più può costare alle casse regionali un aggravio di spesa al minimo di 80mila euro all’anno per ogni linea ferroviaria. E gli utenti devono sopportare  i conseguenti aumenti di tariffe e abbonamento e un peggioramento del servizio.