Andora, crisi idrica

741

COMUNICATO STAMPA

16 giugno 2023

 

 

Andora, crisi idrica, Assoutenti: Rivieracqua acqua non garantisce più il servizio va commissariata

 

Chiesta anche una supercabina di regia per assicurare i 6000 metri cubi giornalieri ad oggi mancanti all’appello

 

 

Con l’installazione di un dissalatore per 3000 m³ di acqua al giorno il Comune di Andora è tra i primi in Italia su terraferma a dare una risposta concreta alla crisi idrica e alla non bevibilità dell’acqua salata, sporca e maleodorante sostituendosi a chi deve adempiere al servizio idrico, cioè Rivieracqua. Lo afferma Assoutenti, rivolgendo un plauso all’amministrazione comunale che tuttavia è costretta a un esborso di 7000 euro giornalieri per il funzionamento dell’impianto, solo parzialmente coperti da un contributo ricevuto dalla Regione Liguria.

Il Comune inoltre aveva anche impegnato circa 4 milioni di euro, fondi che avrebbe potuto destinare diversamente se Rivieracqua avesse fatto il suo dovere – spiega il presidente di Assoutenti Furio Truzzi – questa è diventata una società fuori controllo che va subito posta in liquidazione per la sua mole di debiti e per la sua incapacità di garantire il servizio idrico nell’estremo ponente. Per questo ne chiediamo il commissariamento immediato per non vanificare gli sforzi compiuti da comune e regione. E’ necessario infatti, considerato che il fabbisogno idrico degli andoresi d’estate è tra i 9000 e i 12.000 m³ di acqua al giorno, a fronte dei 3000 forniti dal dissalatore e altri 3000 provenienti da fonti dell’entroterra, che si “trovino” almeno 3000 m³ di acqua garantiti dall’intervento di collegamento su Roja purtroppo estremamente in ritardo e per gli altri 3000  m³ si autorizzi l’altro acquedotto privato all’emungitura tramite altri dissalatori.

Assoutenti, Onda Ligure e Comitato acqua cara in bolletta chiedono un intervento a tutte le autorità coinvolte, dai Commissari Nazionale e Regionale all’emergenza idrica, alla Protezione Civile, all’Ato e al Comune di Andora perché la situazione venga risolta e, nella malaugurata ipotesi che ciò non avvenga in tempi utili per la stagione estiva sia pronto un piano B per contenere al minimo i disagi per residenti e turisti.