RC Auto. No all’accordo contro assicurati, danneggiati e carrozzieri indipendenti

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RC Auto, ci risiamo. Come scrive Marco Palombi sul Fatto Quotidiano, le compagnie assicurative provano ancora a risparmiare sui danni e lo fanno attraverso un accordo – che sarà formalizzato oggi con CNA, Confartigianato e altre – per realizzarre “una sorta di convenzionamento di massa degli autoriparatori”.

Assoutenti non firmerà mai un accordo contro gli assicurati, i danneggiati, le vittime della strada, gli autoriparatori e i carrozzieri indipendenti. Per questo ha fatto recapitare una  lettera ai Vicepremier Di Maio e Salvini oltre che al Viceministro dello Sviluppo Economico Galli, al Ministro dell’Ambiente Lorenzo Costa e al Presidente del CNEL Tiziano Treu.

E’ un tema su cui ci eravamo già espressi chiaramente nei mesi scorsi e sul quale siamo tornati in questi giorni con un nuovo comunicato stampa.

La lettera:

Roma,16 maggio 2019

OGGETTO: Riparazione a regola d’arte. Presunto accordo fortemente limitativo della concorrenza sul mercato e sulla sicurezza del parco circolante 

Con riferimento alla ns. del 11 febbraio, qui unita, e di cui richiamiamo integralmente il contenuto, unitamente agli allegati che riproduciamo nuovamente, abbiamo con stupore appreso che, nonostante tutti i tentativi di attuare l’art. 1 comma 10 della Legge sulla Concorrenza, in merito alle riparazioni a regola d’arte, la triade intercategoriale confartigianale (CNA, Confartigianato e CASA) solo parzialmente rappresentativa degli interessi dei riparatori e l’ANIA, insensibili alla comunicazione del Vice Ministro Galli loro pervenuta il 4 febbraio 2019, avrebbero intenzione di riunirsi per firmare, sotto l’egida della norma richiamata e con la partecipazione di parte delle Associazioni di Consumatori del CNCU, un documento beffardo sul quale non stiamo a ripetere i numerosi rilievi, sia di metodo che di merito già illustrati salvo registrare ulteriori e sconcertanti novità.

Il documento nulla ha che vedere con le riparazioni a regola d’arte, non contiene alcun elemento “oggettivo e riscontrabile” e adotta formulazioni che saranno senza indugi sottoposte, nel caso lo stesso sia firmato, alla attenzione della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Pare infatti fantasmagorico e grottesco proporre, sulla base di criteri incerti, non riscontrabili, non controllabili e non verificabili, un elenco dei carrozzieri che, solo su basi autoreferenziali, dovrebbero essere iscritte in un elenco speciale presso il Ministero dello Sviluppo Economico e addirittura segnalate dalle compagnie, non certo come riparatori che effettivamente eseguono lavorazioni “a regola d’arte” ma, in realtà quali aderenti ad una procedura di risarcimento danni che, per eterogenesi dei fini, allontana dallo scopo della norma: aumentare la sicurezza stradale, ridurre i feriti, i morti, le vittime della strada.

Chiediamo pertanto al Ministero dello Sviluppo Economico di intervenire con urgenza per avvisare le parti che tale disegno è al di fuori dal campo di applicazione della norma, convocarle presso il MISE per un chiarimento e invitare i soggetti ad annullare il loro consesso autoreferenziale presso il CNEL.

In ogni caso chiediamo che il CNCU, da Ella presieduta, certificato il frutto fallimentare dei lavori delle associazioni che hanno preferito travestire da “linee guida” un accordo commerciale fortemente limitativo della concorrenza sul mercato, riprenda con urgenza i lavori così come erano stati iniziati e che, in ogni caso, non recepisca il documento delle Confederazioni Artigiane e dell’ANIA.

Nel metodo, lo ricordiamo, le linee guida devono scaturire solo dal consenso tra tutte le parti, compresa l’associazione artigiana esclusa, la Federcarrozzieri, a maggior ragione perché proponitrice degli unici allegati tecnici al testo, peraltro copiati e incollati in modo maldestro da un documento presentato da Assoutenti e estrapolati dal contesto in modo acritico dalle Confederazioni Artigiane e dall’ANIA che li vorrebbero adottare come esempi tradendo lo spirito con il quale sono stati consegnasti per essere utilizzati come base di discussione per poterli implementare. Nulla è attribuibile, nel testo e nei contenuti degli stessi ad un lavoro di CNA, Confartigianato e Casa Artigiani. E’ di tutta evidenza che non può essere parte di un documento non condiviso, anche al fine di evitare controversie in merito alla proprietà intellettuale di documenti acquisiti senza autorizzazione.

La norma è chiara e richiede che il documento, di natura tecnica (si tratta di “linee guida”) e non sindacale, sia condiviso tra le “Associazioni nazionali maggiormente rappresentative del settore dell’autoriparazione, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici e le Associazioni dei consumatori iscritte nell’elenco istituito ai sensi dell’articolo 137 del Codice del Consumo”

Osseviamo quindi che:

  1. Manca la firma una associazione degli autoriparatori, Federcarrozzieri, regolarmente registrata presso il ministero del Lavoro e che ha inviato numerosi rilievi critici in merito alle supposte linee guida.

2. Le linee guida devono essere condivise tra le associazioni dei consumatori appartenenti al CNCU, quindi tutte e con gli strumenti che il Consiglio si è dato per costruire un coordinamento ad hoc, tramite precisa delibera, per valutare, vagliare le documentazioni in fase di implementazione e quindi arrivare ad un consenso unitario.

E’ di tutta evidenza che il mancato rispetto del dettato legislativo rende nullo qualsiasi accordo non condiviso e non adeguatamente sottoscritto, anche al fine di evitare possibili controversie sul quale è saggio cautelarsi.

Nel merito.

Il documento, nella parte cosiddetta “generale”, riguardante la presunta sostanza delle riparazioni a regola d’arte è del tutto generico e le materie critiche sono demandate a successive discussioni. Non basta certo, solo per fare un esempio non esaustivo delle numerose manchevolezze, sostenere che i ricambi devono essere conformi alla legge, perché un conto è la conformità, un conto sono i ricambi originali, un conto è il “Parmesan” un conto è il “Parmigiano Reggiano”. Il richiamo agli aggiornamenti, non si sa di cosa, non sono determinati e determinabili.

Il documento, nella sua parte cosiddetta “facoltativa” riguardante le procedure risarcitorie deve essere totalmente defalcato in quanto fuori dal campo di applicazione oggetto della norma. Il risarcimento del danno è già stato codificato dalla legge 124/17 da una procedura ordinaria che consente liquidazioni celeri ed integrali.

In merito a tale parte del documento sono decisamente censurabili formulazioni che portano a costituire elenchi speciali presso il Ministero dello Sviluppo Economico, sulla base di una adesione alla parte “generale” del documento che non contiene, lo ripetiamo, alcun elemento oggettivo e riscontrabile per l’esecuzione di riparazioni a regola d’arte.

Restrittivo della concorrenza è inoltre che tale previsione passi per l’iscrizione alle associazione firmatarie del documento, e, quale ulteriore limitazione alla concorrenza, il fatto che i riparatori aderenti potrebbero essere “segnalati” dagli agenti assicurativi”.

Paradossale e ulteriormente restrittivo della concorrenza è addirittura ipotizzare che al riparatore aderente a tale procedura risarcitoria sui generis non siano eccepite clausole contrattuali limitative del risarcimento del danno, quando la legge già lo garantisce nella sua integralità.

Tali elementi lampanti portano a svolgere una considerazione di fondo: il documento rischia di creare adesioni di riparatori che, in realtà, operano con criteri opposti al concetto di riparazione a regola d’arte discriminando al contrario carrozzerie che investono in attrezzature, rispetto delle normative ambientali e sulla sicurezza.

I problemi del mondo della riparazione sono complessi, si collocano in un quadro di crisi nel settore, fortemente correlato all’automotive, e non vanno sottaciuti.

Il livello di canalizzazione delle riparazioni presso carrozzieri fiduciari delle Compagnie Assicuratrici sta aumentando a dismisura per il tramite delle agenzie che eccepiscono clausole del tutto inconferenti alla materia della RC Auto e in spregio a numerosi arresti giurisprudenziali, a pronunce dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e all’orientamento dell’Autorità di Vigilanza sulle Assicurazioni.

Posto che, senza fare generalizzazioni, la variabile principale scelta dalle Compagnie per stipulare una convenzione con un riparatore è il prezzo, e in alcuni casi, la disponibilità ad accettare l’acquisto di ricambi presso loro gruppi di acquisto, è del tutto evidente che tale accordo dal sapore dirigista e consociativo tra CNA, Confartigianato, Casa Artigiani e Ania vorrebbe sostanzialmente stabilire una specie di “pace sociale” tra carrozzieri e Compagnie del tutto a discapito dello spirito della norma costruita per realizzare compiutamente l’interesse dei consumatori a percepire in modo reale e non con uno specchietto per le allodole la bontà delle riparazioni eseguite.

Oltre quindi a ritenere doverosa e urgente la chiusura di un tavolo che si è insediato con modalità arroganti, mistificatorie e irrispettose delle istituzioni coinvolte, riteniamo sia urgente aprire un dialogo congiunto con il Ministero dell’Ambiente e quello degli Interni per verificare in quale stato operino i riparatori cosiddetti “fiduciari” delle compagnie assicuratrici” e se i prezzi accettati in convenzione non nascondano gravi inadempienze alle normative ambientali, sulla sicurezza nel lavoro e, non ultimo, non pregiudichino la sicurezza delle riparazioni.

Il mercato dell’automobile si sta rapidamente evolvendo con la produzione di veicoli complessi, in cui l’elettronica, la presenza di numerosi dispositivi di sicurezza richiede attrezzature, strutture e sistemi di diagnosi sempre più sofisticati.

Non è certo il mistificatorio e anticoncorrenziale documento delle Confederazioni Artigiane e dell’ANIA che può garantire lo sviluppo e la crescita di tali strutture e non è certo l’aumento esponenziali di riparatori che lavorano in regime di abuso di posizione dominante delle assicurazioni, compresi i futuri aderenti a tali presunte linee guida.

Si intervenga rapidamente sui due punti, non è più ammissibile che in Italia vi siano ancora 2.500 morti sulle strade e oltre 150.000 feriti anche a causa di riparazioni mal eseguite.

Con osservanza.

LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI E DEGLI UTENTI DEL CNCU

ASSOUTENTI
ASSOCONSUM
ACU
CASA DEL CONSUMATORE
CTCU
LEGACONSUMATORI
MOVIMENTO CONSUMATORI