L’azione del Garante per la protezione dei dati personali nel periodo 2005-2011

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Sintesi del volume presentato dal Garante alla scadenza del suo settennato

In prossimità della scadenza del loro mandato, i componenti dell’Autorità hanno pubblicato un volume (“Sette anni di protezione dati in Italia”) che raccoglie una serie di documenti ed informazioni sull’attività svolta negli ultimi anni, unitamente ad alcune osservazioni sulla più recente attività e sulle possibili prospettive future, anche in relazione al dibattito in corso a livello comunitario per una revisione della normativa in materia di protezione dei dati raccolti nell’ambito delle attività di polizia, sicurezza e giustizia. Su questi ultimi aspetti, che rappresentano una sorta di “anticipazione” dei contenuti della relazione annuale che il Garante presenta alle Camere, concentreremo l’attenzione in questa breve scheda (vedi relazione per il 2010 ).

Nel corso del 2011 si è registrata una riduzione complessiva del numero dei ricorsi e dei reclami da parte dei cittadini, e nello stesso tempo una riduzione dei provvedimenti collegiali e delle sanzioni (quest’ultime comunque pari a 3 milioni di euro). Questo fenomeno viene spiegato non solo con la riforma del regolamento che ha dato maggiori poteri ed autonomia degli uffici dell’Autorithy quanto come conseguenza di un maggior rispetto della normativa vigente e dell’autonomo accoglimento delle istanze dei cittadini dopo l’apertura del procedimento di fronte al Garante o l’invito a provvedere da parte degli uffici (ciò è particolarmente evidente con riguardo all’esercizio del diritto di accesso, del trattamento dei dati nell’ambito dei rapporti di lavoro e del credito al consumo).
L’attività di regolamentazione (realizzata anche attraverso Linee guida) è stata meno intensa nel 2011 rispetto agli anni precedenti (quando si era trattato di dare concreta attuazione ai principi del Codice di protezione dei dati personali del 2003) ed ha interessato in particolare la protezione dei dati sanitari degli iscritti al servizio sanitario nazionale ed il trattamento dei dati acquisiti ai fini delle procedure di conciliazione e di quelli contenuti nei documenti della pubblica amministrazione.
Tre sono i settori su cui potà concentrarsi l’attività del legislatore e del Garante in un prossimo futuro. In primo luogo, la ricerca di soluzioni idonee per la protezione dell’enorme volume di dati raccolti dalla pubblica amministrazione, in particolare nell’ambito della lotta all’evasione fiscale, evitando il rischio di un utilizzo improprio od illecito delle informazioni disponibili. In secondo luogo, la salvaguardia del diritto alla privacy dei cittadini, soprattutto con riferimento alla diffusione di dati giudiziari, diritto che va contemperato con quello della libertà di informazione. Da ultimo, la revisione della disciplina del telemarketing (e più in generale della raccolta delle informazioni commerciali), che si è rivelata molto lacunosa (nonostante diversi interventi dello stesso Garante: clicca qui , qua oppure qui ) ed oggetto di numerose violazioni da parte delle aziende nei primo periodo di applicazione.
Tutto questo dovrà essere disciplinato in coerenza con le scelte che saranno effettuate a livello comunitario nei prossimi mesi e tenendo ben presente l coerenti a livello internazionale, d’intesa con le Autorithies dei Paesi di altre aree geografiche molto lontane da noi, in conseguenza de fenomeno della globalizzazione che coinvolge inevitabilmente anche il settore della protezione dei dati personali.
 
19 marzo 2012