L’Antitrust sanziona sette imprese operanti nel mercato delle barriere stradali

779

Oltre 37 milioni di euro di sanzioni per le aziende che hanno realizzato un’intesa finalizzata alla ripartizione del mercato ed alla fissazione dei prezzi

Nel 2010, su segnalazione del Nucleo speciale tutela dei mercati della Guardia di finanza, l’Autorità garante della concorrenza ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti delle società Metalmeccanica Fracasso, Industria Meccanica Varricchio, Tubosider, Car Segnaletica Stradale, San Marco – Industria Costruzioni Meccaniche, Ilva Pali Dalmine Industries e Steam Generators, nonché del Consorzio Manufatti Stradali Metallici Comast (ora liquidato), volta ad accertare l’eventuale esistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza nel mercato dello sviluppo, produzione e vendita di barriere metalliche per la sicurezza stradale (guardrail). Tale procedimento è stato successivamente esteso anche alla società Marcegaglia.

Le società nel mirino dell’Antitrust rappresentavano, nella media del periodo dal 2003 al 2007 (durante il quale avrebbe operato il cartello finalizzato alla ripartizione del mercato ed alla fissazione dei prezzi) una quota del mercato della produzione e commercializzazione di barriere metalliche per la sicurezza stradale ed autostradale pari a circa il 95 per cento. Tale mercato (che vede, dal lato della domanda, stazioni appaltanti in quanto enti gestori o concessionari di tratte stradali e autostradali) si caratterizza  per la presenza di rilevanti barriere all’ingresso sia di natura amministrativa (collegate alla necessità di provvedere alla omologazione e certificazione delle caratteristiche richieste ai prodotti) sia di gamma (legate all’ampia gamma tipologica dei prodotti generalmente richiesti: barriere laterali, centrali contenimento alto ecc.). Tali requisiti richiedono generalmente significativi investimenti e/o l’acquisto di licenze su brevetti e diritti di privativa industriale.

Nella seduta del 28 settembre 2012 l’Antitrust ha accertato che l’intesa, strutturatasi in particolare attraverso il veicolo del Comast (cui hanno aderito, fino al suo scioglimento anticipato, tutte le imprese coinvolte), aveva natura orizzontale ed era attuata in tutto il territorio nazionale, con la finalità di pervenire alla ripartizione del mercato ed alla fissazione concordata dei prezzi di riferimento, realizzate anche attraverso scambi di informazioni strategiche sensibili, realizzando così condizionamenti reciproci tra le parti con riferimento alle singole politiche commerciali e di posizionamento strategico 1.

L’Antitrust, nel valutare la misura delle relative sanzioni, ha ritenuto particolarmente grave e consistente la condotta illecita posta in essere dalle imprese, anche in relazione alla sua durata ed alla sua estensione all’intero mercato nazionale dei prodotti interessati. Le sanzioni, per un importo complessivo superiore a 37 milioni di euro, risultano così ripartite:

Industria Meccanica Varricchio – I.Me.Va.: 4, 8 milioni di euro

Marcegaglia: 11,8 milioni di euro

Metalmeccanica Fracasso: 11 milioni di euro

Tubosider: 7,3 milioni di euro

Car Segnaletica Stradale: 1,3 milioni di euro

San Marco – Industria Costruzioni Meccaniche: 814 mila euro

Ilva Pali Dalmine Industries: 33 mila euro

 

13 ottobre 2012




1  Il testo del provvedimento è disponibile sul sito AGCM .