La rete di distribuzione dei carburanti in Italia e gli effetti sui prezzi

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Sintesi dell’indagine conoscitiva dell’Antitrust

Premessa. Il 28 dicembre 2012 l’Autorità garante della concorrenza ha pubblicato il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla distribuzione dei carburanti in Italia, di cui sintetizziamo gli aspetti più significativi, rinviando al sito dell’Agcm per il testo integrale .

Gli operatori ed i prezzi. La fotografia al 2011 evidenzia l’assoluta prevalenza dei cd. impianti colorati, cioè i punti vendita legati alle compagnie petrolifere (circa 22.000) a fronte dei 2.000 operatori indipendenti senza marchio (pompe bianche), e gli 86 della Grande Distribuzione organizzata (GDO): questi ultimi vantano un maggior volume di vendite medio per impianto (7,2 milioni di litri, a fronte di 1,6 per le pompe bianche e di 1,4 per gli impianti ‘colorati’). I maggiori operatori della GDO sono peraltro prevalentemente concentrati nel Nord ovest e spesso espongono anche il marchio delle compagnie petrolifere verticalmente integrate: in questi casi, le politiche dei prezzi sono meno aggressive.

Tra il 2010 ed il 2011 gli impianti della GDO praticavano prezzi da 1,5 a 5 centesimi di euro più bassi rispetto alle pompe bianche e da 9 a 13 centesimi di euro rispetto agli impianti colorati. Si tratta di una media nazionale, perché si registrano forti differenze tra le diverse zone del Paese: ad esempio, al Sud, le pompe bianche hanno prezzi analoghi agli impianti colorati (si tratta in genere di impianti poco efficienti, dove il self service e i servizi non oil sono poco diffusi e l’erogato medio è molto basso), e solo gli impianti della GDO – peraltro numericamente ridotti – hanno prezzi inferiori. Al contrario, al Nord est, le pompe bianche sono punti vendita evoluti, con un erogato medio elevato, che riescono ad affermarsi grazie anche a politiche di prezzo particolarmente aggressive. Gli impianti colorati hanno prezzi molto simili tra loro: tale comportamento lascerebbe supporre un’intesa tra gli operatori stessi, di cui peraltro l’Antitrust non ha raccolto le prove.

In conclusione, il processo di liberalizzazione avviato negli anni scorsi sta dando i suoi primi frutti, testimoniati dall’ingresso di nuovi operatori e dall’affermarsi di politiche di sconti da parte di alcuni soggetti, che hanno portato ad una maggiore concorrenza. Peraltro l’effetto sui prezzi non è stato omogeneo: al Nord si registrano i prezzi più bassi mentre al Sud i prezzi sono sempre i più elevati.

Le proposte di intervento. l’Autorità ribadisce la necessità di ulteriori misure per incrementare la concorrenza nel settore a vantaggio degli utenti finali. In particolare si suggerisce:

– l’aumento dell’efficienza sia delle pompe bianche (anche attraverso una revisione delle condizioni di approvvigionamento e stoccaggio) che degli impianti colorati

– l’incremento del numero degli impianti della Grande distribuzione organizzata che privilegino la vendita con il proprio marchio

– una banca dati nazionale dei prezzi praticati dai singoli impianti in modo da consentire ai consumatori di individuare il punto vendita più conveniente.

Dicembre 2012