Intese restrittive concorrenza: il caso master card

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L’Antitrust sanziona con oltre 6 milioni di euro gli operatori che hanno dato vita al circuito MasterCard

 

Nel luglio del 2009, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha aperto un procedimento volto a verificare l’esistenza di intese restrittive della concorrenza – in contrasto con l’art. 101 del Trattato dell’Unione europea – da parte dei soggetti che danno vita a MasterCard, uno dei più importanti circuiti di sistemi di pagamento in Italia con riferimento al volume delle carte di credito in circolazione, al numero degli esercizi commerciali convenzionati e alla rilevanza degli istituti bancari aderenti.

Il 3 novembre 2010 l’Antitrust, al termine di una lunga e complessa istruttoria, ha accertato l’esistenza di intese da parte del gruppo MasterCard e di alcuni istituti bancari che emettono carte di credito con il marchio MasterCard (ivi inclusi i maggiori gruppi bancari italiani) volte a favorire la diffusione delle carte MasterCard e Maestro.

Per tali carte è stabilita una commissione interbancaria (Mif, Multilateral Interchange Fee) molto elevata, non giustificata dai costi reali di gestione del sistema e comunque più alta di quella di altri circuiti (ad es. Visa 1): conseguentemente è molto più elevata anche la commissione richiesta ai singoli esercizi commerciali (merchant fee) 2. L’Agcm contesta a tale proposito anche diverse clausole e condizioni contrattuali lesive dei principi della concorrenza: in particolare quelle che obbligano il commerciante ad accettare le carte dei diversi circuiti 3, che impongono una commissione uniforme agli esercizi commerciali anche se le commissioni interbancarie sono differenti 4 e che impediscono al commerciante di praticare prezzi differenziati a secondo del mezzo di pagamento prescelto dal cliente 5.

Queste intese determinano ricavi molto elevati per gli istituti bancari che fanno parte del circuito MasterCard (ad es., la commissione si paga in misura proporzionale all’entità della transazione) mentre comportano oneri maggiori a carico degli esercenti gli esercizi commerciali e, in ultima analisi, dei consumatori.

In conclusione l’Antitrust, dopo aver rigettato gli impegni presentati dai soggetti coinvolti nel procedimento, ha applicato sanzioni complessive superiori a 6 milioni di euro, di entità variabile a seconda delle caratteristiche specifiche dei contratti stipulati dalle banche con i diversi esercizi commerciali e, quindi, delle responsabilità di ciascun operatore bancario:

         MasterCard Incorporated: 2.700.000 euro

         Banca Monte dei Paschi di Siena: 910.000 euro

–    Intesa Sanpaolo: 700.000 euro

–    Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane: 490.000 euro

         Unicredit: 380.000 euro

–    Banca Sella: 360.000 euro

–    Banca Nazionale del Lavoro: 240.000 euro

–    Deutsche Bank: 200.000 euro

–    Barclays Bank: 50.000 euro.

Mastercard e gli istituti bancari dovranno comunque adottare, entro sei mesi, misure volte a ridurre sensibilmente l’entità della commissione interbancaria e a modificare le condizioni e clausole contrattuali che hanno determinato fino ad oggi una restrizione della concorrenza, in quanto hanno impedito agli esercizi commerciali un effettiva possibilità di scelta tra i diversi circuiti di carte di credito esistenti ed i costi che ciascuno di essi comporta 6.

Si segnala peraltro che il Tar del Lazio ha successivamente accolto il ricorso di Mastercard in merito alla mancata accettazione degli impegni presentati dal Gruppo, invitando l’Autorità ad effettuare una nuova valutazione degli impegni stessi 7.

Il tema delle commissioni interbancarie è stato già al centro dell’attenzione dell’Agcm (vedi scheda Assoutenti ). Si tratta di un tema molto rilevante, che seguiremo con attenzione nei prossimi mesi, anche con riferimento alle decisioni che sarano assunte nei prossimi mesi dai giudici amministrativi. La riduzione di tali commissioni può determinare significativi risparmi per i possessori di carte di credito: vedremo quali riflessi avranno le pronunce dell’Autorità garante della concorrenza sui comportamenti effettivi degli istituti bancari.

 

8 novembre 2010 (aggiornamento del 16 novembre 2010)



1 La commissione interbancaria della Mastercard è superiore del 30-40% a quella praticata dal circuito Visa.
2 La voce “commissione interbancaria” costituisce il costo più rilevante rispetto a quello delle altre voci di costo necessarie per la gestione di un circuito (call center, frodi e contestazioni, costi commerciali e quelli dei terminali etc). Poiché Tali costi sono sostanzialmente uguali tra Visa e Mastercard, i ricavi maggiori per gli istituiti bancari derivano proprio dal fatto che la commissione interbancaria è più elevata.
3 Questa clausola è denominata honor all cards rule.
4 C.d. blending.
5 Tale clausola è denominata non discrimination rule.
6 Vedi il procedimento I720.
7 Cfr. sentenza n. 33474 del 16 novembre 2010.