Indennizzi agli utenti per mancata restituzione del credito residuo, malfunzionamenti del servizio, bollette fuori controllo e oneri di disattivazione

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Sintesi dei recenti provvedimenti adottati dai Corecom Puglia e Bolzano nelle controversie tra consumatori e Vodafone, Telecom, Okcom e Fastweb

 

Sul sito dell’AGCom sono state pubblicate le decisioni assunte dai Corecom Puglia e Bolzano in merito alle richieste di indennizzo avanzate da alcuni utenti, ferma restando la possibilità per gli utenti interessati di rivolgersi al giudice ordinario per le eventuali richieste di risarcimento.

Credito residuo non usufruito. Il 15 gennaio 2013 il Corecom Puglia ha esaminato il caso di un utente il quale lamentava la mancata restituzione dell’importo di 687 euro da parte di Vodafone quale credito residuo non usufruito della propria sim. Il Corecom ha accolto solo in parte tale richiesta, ribadendo il pieno diritto di ogni consumatore, al momento della interruzione di un rapporto contrattuale con un operatore, di ottenere la restituzione delle somme frutto di ricariche pagate. Nel caso in esame, peraltro, la somma effettivamente pagata dall’utente era pari a 118 euro, mentre la parte residua era frutto di bonus, promozioni e autoricariche e, in quanto tale, non può essere “monetizzata” o accreditata su un’utenza di un altro operatore: l’utente potrà chiederne invece il trasferimento su un’altra sim della stessa Vodafone, per un importo di 569 euro. Il Corecom ha riconosciuto infine un indennizzo di 50 euro per le spese di conciliazione 1.

Malfunzionamenti e disservizi. Una società che opera nel settore dei trasporti, titolare di un contratto business, lamentava il malfunzionamento del servizio voce e dati per complessivi 71 giorni, con danni significativi per la propria attività. Il Corecom Puglia ha riconosciuto un indennizzo complessivo di 2.405 euro a carico di Vodafone, comprensivo della restituzione del canone relativo al periodo interessato, oltre agli interessi legali e a 50 euro per spese di conciliazione 2. In un altro caso, un utente contestava il mancato funzionamento della linea telefonica per un lungo periodo di tempo, nonostante i reclami effettuati. Il Corecom Puglia ha disposto la restituzione di quanto indebitamente richiesto al cliente ed un indennizzo complessivo di 622 euro per i disservizi registrati (senza che Vodafone fornisse elementi contrari) e la mancata risposta ai reclami. Non sono state riconosciute invece le richieste nei confronti della Wind con la quale l’utente aveva successivamente stipulato un contratto 3.

Bollette fuori controllo. La prima vicenda riguarda Telecom, che aveva emesso una bolletta di 2.632 euro per consumi relativi a traffico su internet tramite telefono cellulare. Il Corecom Bolzano ha verificato che la società aveva effettivamente informato l’utente del superamento della soglia di 200 euro mensili contrattualmente definita, ricevendo l’assenso a continuare il traffico in roaming. Peraltro Telecom non ha provato l’esattezza dei dati sui consumi indicati nella bolletta e contestati dal cliente: per queste ragioni, il Corecom ha deciso che l’utente dovrà limitarsi a pagare l’importo di 200 euro mensili per il traffico dati, oltre agli importi non contestati relativi al traffico voce 4. Una seconda vicenda riguarda un utente, titolare di diverse linee telefoniche, che contestava le fatture emesse dalla stessa Telecom a partire dal 2009, in quanto diverse bollette non tenevano conto del “blocco” del traffico dati e di tutti i servizi a sovrapprezzo previsto dal contratto per alcune sim, mentre altre bollette si riferivano ad un periodo successivo all’esercizio del recesso da parte dell’utente. In conclusione il Corecom Puglia, in assenza di prove contrarie da parte della società, ha condannato quest’ultima al rimborso dell’importo complessivo di 5.776 euro oltre agli interessi legali 5.

Oneri di disattivazione. Utente lamentava l’addebito da parte della società Okcom di “costi di disattivazione”, per un importo di 72,5 euro più iva, dopo aver esercitato il diritto di recesso. Il Corecom Puglia ha disposto la restituzione dell’intera somma, in considerazione del fatto che tali oneri non erano previsti nel contratto originario ma erano stati introdotti unilateralmente in una fase successiva, senza peraltro informare il cliente di tali variazioni 6. In un altro caso, lo stesso Corecom ha accolto la richiesta di un cliente di Fastweb che aveva addebitato la somma di 55 euro per “costi di disattivazione” (anziché i 49 euro previsti dal contratto) oltre ad aver emesso alcune fatture dopo l’interruzione del servizio (conseguente al recesso dal contratto) 7.

 

Su questo sito puoi trovare la sintesi di altre decisioni dei Corecom: leggi ad esempio questa scheda e quest’altro articolo .

 


1 Cfr. la delibera 2/13/CR Puglia.

2 Vedi la delibera 10/13/CR Puglia.

3 Cfr. la delibera 12/13/CR Puglia.

4 Vedi la delibera 6/13/CR Bolzano.

5 Cfr. la delibera 9/13/CR Puglia.

6 Vedi la delibera 8/13/CR Puglia.

7 Cfr. la delibera 11/13/CR Puglia.