Gli interessi promessi dagli istituti bancari non corrispondono sempre alla realtà: un altro caso di pubblicità ingannevole sanzionato dall’Antitrust

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Sanzione di 100.000 euro a UBI banca

 

Ci siamo interessati più volte delle pratiche commerciali scorrette degli istituti bancari: leggi questa scheda Assoutenti .

L’11 luglio 2012 l’Autorità garante della concorrenza ha esaminato la campagna promozionale realizzata nel 20011 dalla UBI Banca “3% Sposaci per interesse e poi ti innamorerai di noi”.  Gli spot  radiofonici ed i messaggi veicolati attraverso i social network (Facebook, Google, Yahoo) erano del seguente tenore: “E come ti ha chiesto di sposarlo? E’ stato romantico? Ma figurati, non ci conoscevamo nemmeno. Il nostro è un bellissimo matrimonio di interesse. Mi ha offerto il 3% e io gli ho detto subito di sì. Non te lo offrono mica tutti il 3%…. Dì di sì a UBI Banca e avrai il 3% sui depositi e un conto a costo zero”.

L’Agcm ha contestato l’assenza di un’informazione chiara sulle condizioni per usufruire dell’offerta: sottoscrizione di un certificato di deposito della durata di nove mesi ed importo da sottoscrivere ricompreso tra 10.000 e massimo di 50.000 euro.

Secondo l’Antitrust, l’omissione di tali importanti condizioni rende i messaggi pubblicitari ingannevoli, in quanto impedisce al consumatore un’attenta valutazione di tutte le caratteristiche dell’offerta, tenuto anche conto della particolare complessità del settore bancario, che impone agli istituti un rigoroso rispetto dei canoni di diligenza professionale. La possibilità di avere maggiori informazioni in una fase successiva (sportello della banca, sito internet) non sana l’illegittimità del messaggio pubblicitario.

L’Autorità ha perciò deliberato una sanzione di 120.000 euro, ridotta a 100.000 euro in ragione delle perdite di bilancio dell’Istituto 1.

 

1 agosto 2012



1 Vedi procedimento PS7380, provvedimento n. 23724 del 2012.