CHIUSURA DI DIECI BIGLIETTERIE FERROVIARIE NEL VENETO:COMUNICATO DELLE ASSOCIAZIONI CONSUMATORI E COMITATI UTENTI DEL VENETO

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Assoutenti e altre Associazioni di Consumatori contestano fermamente la decisione di Trenitalia di chiudere ben 10 biglietterie ferroviarie nel Veneto ed il modo di assumerla, senza alcun dialogo.

Da gennaio 2012 , comunica Trenitalia, chiuderanno ben dieci biglietterie ferroviarie nel Veneto: Adria (RO), Legnago (VR), Nogara (VR), Schio (VI), Monselice(PD), Cittadella (PD), Camposampiero (PD), Noale (VE), Cornuda (TV), Vittorio Veneto (TV) e Calalzo (BL).

Sono stazioni che servono più Comuni , con bacini di abitanti di varie migliaia di persone, anche oltre le diecimila.

 

Le alternative proposte sono gli esercizi commerciali convenzionati nelle vicinanze, future biglietterie self-service, e le stazioni più grandi, ma certo più disagevoli e costose da raggiungere.

Sono alternative modeste: i negozi offrono una gamma limitatissima di biglietti (spesso solo qualche fascia chilometrica, secondo le nostre ricognizioni), e le self service, si dice di nuovo tipo, hanno limiti operativi e spesso si bloccano o sono vandalizzate (almeno le attuali).

L’emissione dei biglietti via internet, pure non priva di problemi, può interessare solo una minima parte di Utenti e non può rappresentare un “canale di vendita” per il vasto Pubblico.

 

            Viaggiare in treno in Italia è difficile e complicato: treni regionali e treni ad alta velocità con tariffe diverse (e non tutti i giorni in servizio),prenotazioni obbligatorie e fisse , coincidenze non garantite, condizioni particolari per gruppi familiari e comitive, cambi di treno, rimborsi difficili, informazioni non disponibili…) e le multe, anche pesanti, sono in agguato: si può anche aver bisogno di cambiare una prenotazione già fatta, ci sono riduzioni e offerte promozionali che è nel diritto del Viaggiatore conoscere e scegliere: come si farà tutto questo senza il concreto supporto di una biglietteria “presenziata”?

Trenitalia,con tariffe sempre più care,chiude rigidamente i suoi punti di vendita (e di assistenza): la nostra proposta è di considerare alternative quali orari di apertura “mirati”, e/o la convenzione con competenti Enti ed Agenti locali, o Cooperative di servizio (anche giovanili..).

Le Associazioni Consumatori firmatarie contestano fermamente questo modo di assumere le decisioni, senza alcun dialogo nemmeno in Regione, ed invitano anche le Forze Politiche a farsi carico di questo nuovo problema, l’ennesimo per le Ferrovie, oltre a guasti, ritardi e soppressioni.

 

Adiconsum – Assoutenti – Federconsumatori – Lega Consumatori –

Movimento Consumatori –   Comitato UFAB – Unione Nazionale Consumatori