Riparazioni a regola d’arte? I consumatori smentiscono l’approvazione delle linee guida

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Le associazioni dei consumatori smentiscono l’approvazione delle linee guida alle riparazioni a regola d’arte

Il 16 maggio non sono state varate ma affondate le “false” linee guida sulle riparazioni a regola d’arte. La sicurezza stradale non viene garantita! Pronti gli esposti al Ministero dello Sviluppo Economico e all’Antitrust

Roma, 17/05/2019 – Il 16 maggio alla riunione presso il CNEL convocata dalle associazioni degli autoriparatori di Confartigianato e CNA insieme all’ANIA (l’associazione delle imprese assicuratrici), dove erano alla firma i presunti accordi sulle riparazioni a regola d’arte dei carrozzieri, la maggioranza delle associazioni del CNCU non ha firmato. Non firmatarie sono state infatti 13 associazioni su 20, tra cui Assoutenti, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Assoconsum, ACU, Casa – chi presente personalmente chi con delega – le quali hanno tentato di far verbalizzare il loro aperto dissenso, ma in un clima puramente antidemocratico non è stata permessa loro alcuna verbalizzazione né scandalosamente è stato concesso il diritto di parola da parte degli artigiani). Intollerabili tali modalità operative che hanno contraddistinto, ancora una volta, questo tavolo parallelo avviato dalle confederazioni che non ha preso minimamente in considerazione le doglianze dei consumatori.

Il testo proposto è totalmente vuoto di contenuti e senza allegati tecnici sui materiali e le modalità delle riparazioni, non contiene nulla su:

  • procedure della riparazione (quando sostituire anziché riparare i pezzi danneggiati);
  • qualità dei ricambi (non sono state previste le prescrizioni delle case costruttrici che nemmeno sono state coinvolte nella elaborazione!);
  • attrezzature, tecnologie e nuovi strumenti di riparazione;

Quindi cosa hanno firmato?

Nulla, nulla di tecnico come prevede invece la norma e senza l’accordo dei consumatori, soggetto previsto dall’art. 1 comma 10 l. concorrenza. È grave che tale intesa sia stata sottoscritta senza la nostra piena adesione, alla cui tutela le linee erano finalizzate.

Abbiamo più volte sollecitato l’elaborazione di linee guida tecniche e serie volte alla trasparenza delle riparazioni e a permettere al consumatore di distinguere quali siano le riparazioni eseguite a regola d’arte e quali quindi sicure per il danneggiato.

Un testo totalmente privo di contenuti tecnici, elaborato senza accordo tra le parti previste e legittimate dalla norma non può essere definito come linea guida. Un’occasione che rischia di essere persa per i consumatori ma anche per gli autoriparatori. Non solo, se questo testo verrà recepito comporterà un grave e serio danno per gli utenti della strada.

Ancora una volta i consumatori, gli assicurati, i danneggiati sono tenuti all’oscuro dei loro diritti, della vera conoscenza, di come viene riparato il proprio veicolo.

E’ stato ieri firmato un accordo al ribasso in spregio alla sicurezza degli automobilisti, anticoncorrenziale, in cui è inoltre contenuta una parte facoltativa – il c.d. “protocollo ANIA-Confederazioni” che puzza di bruciato dove con lo scopo di “risparmiare” sui prezzi, sulla sicurezza e sulla vita, si vorrebbero addirittura fare liste di proscrizione tra carrozzerie che lavorano per le assicurazioni e quelle indipendenti schiavizzando i periti per ridurre ulteriormente i costi per le compagnie a danno di chi ha pagato il premio di polizza e ha diritto di viaggiare sicuro!

Non possiamo abbandonare l’idea di ottenere, in forza della legge e per la sicurezza delle riparazioni, delle vere linee guida.

E’ anche giunta l’ora di avviare una azione a tutto campo sul mercato assicurativo, proporre, come abbiamo già proposto, la portabilità del contratto assicurativo, attuato in Francia e con successo: unico vero strumento neutrale rispetto al mondo della riparazione che può efficacemente calmierare i prezzi delle polizze non intaccando la sicurezza.

Va restituito al consumatore il suo potere di scelta affinché sia informato e non per farsi gabellare da una realtà in cui ciò che consuma e i servizi che usa sono sempre più ignoti e mistificati da monopoli verticali tra imprese, accordi non concorrenziali, sistemi collusivi e oligopolistici, abusi di posizione dominante che altro non fanno che aumentare i prezzi e diminuire la qualità dei prodotti e la professionalità dei lavoratori.

Ora la parola passa al Ministero dello Sviluppo Economico e all’Antirust, destinatari degli esposti che nei prossimi giorni invieremo, per stralciare l’accordo anticoncorrenziale siglato ieri tra assicurazioni e confederazioni.

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