Premio Assoutenti per Mario Pianesi e la sua Etichetta Trasparente

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Premio Assoutenti per Mario Pianesi al convegno sullo sviluppo sostenibile

Il Ministro Pinotti  apre il convegno.

Oltre 600 persone hanno partecipato ieri, 22 maggio, al convegno sul tema “Dalle antiche teorie cinesi allo sviluppo sostenibile Pianesiano”, organizzato dall’Associazione Internazionale Un Punto Macrobiotico in collaborazione con l’università la Sapienza di Roma e con il patrocinio del ministero della Difesa.

Dopo i numerosi interventi da parte di rappresentanti delle istituzioni, medici e scienziati è intervenuto Furio Truzzi, presidente nazionale di Assoutenti, che ha ringraziato Pianesi sia per la sua Etichetta Trasparente, che tutela veramente la salute della popolazione e dell’ambiente, sia “per aver contribuito ad essere tra i primi veri e autentici propugnatori della “sostenibilità consumeristica”.

Il presidente di Assoutenti ha poi stimolato le istituzioni ad essere conseguenti con le dichiarazioni di adesione alla Etichetta Trasparente Pianesiana, affinché “si facciano seguire i fatti e si concretizzino iniziative legislative di attuazione”.

un-momento-del-convegno-dove-hanno-partecipato-600-persone

Questo il suo intervento

Le 4 sostenibilità e l’Etichetta Trasparente Pianesiana per la Tutela dei consumatori

 Assoutenti “conobbe” UPM grazie all’amico Stefano Caracciolo nel maggio del 2014 in preparazione di un convegno sull’Etichetta Trasparente Pianesiana e fu subito “amore a prima vista”. Anche i consumatori più esigenti si debbono arrendere di fronte a etichette che non ti dicono se in quel prodotto sono presenti, e in quale quantità, sostanze chimiche pericolose per l’organismo. L’esempio più eclatante è quello dell’olio che recita il suo grado di acidità, la sua verginità, ma tace sui residui “metallosi” derivanti dall’impiego di pesticidi. potremmo avere un olio extravergine dop con grado di acidità bassissimo e poi accorgerci da una analisi chimica attenta che è “ricco” di arsenico, cadmio, piombo, mercurio, tutti metalli pericolosissimi per la salute. Chi ci dovrebbe tutelare al riguardo è in primo luogo l’EFSA l’agenzia europea per la sicurezza alimentare. Per quanto questa istituzione abbia fatto notevoli interventi in materia, siamo ancora lontani dal poter mettere sulla tavola cibi sicuri. Infatti le normative e i dispositivi individuati “pendono” più a favore degli aspetti commerciali che della protezione della salute. Così i controlli si fanno a campione (molto, ma molto radi), si lavora su presunte stime di dosi giornaliere o settimanali di sostanze dannose ammesse, su revisioni delle import tolerance (i livelli di sostanze chimiche ammesse nei prodotti extra Ue) spesso al ribasso, su etichette che non dicono nulla, il caso più eclatante riguarda le bevande alcoliche (l’alcol che noi beviamo con vino, birra e liquori) che, inserite nel gruppo 1 (sicuramente cancerogene per l’organismo umano) dall’OMS, non recano nessun warning per la salute e nemmeno sul quantitativo di acetaldeide, la molecola base dell’etanolo, che contengono.

In questo desolante contesto piccole luci si sono accese a fare chiarezza su cosa mangiamo. Una delle più importanti, un vero riflettore, è quella della etichetta inventata da MARIO PIANESI fondatore dell’associazione onlus “UPM – un punto macrobiotico” e della macrobiotica italiana.

Per questo siamo grati a Mario che ci onoriamo di considerare socio benemerito di Assoutenti e al quale consegnamo, in questo importantissimo contesto, la nostra tessera. Inoltre, il suo valore risiede nell’aver contribuito ad essere tra i primi veri e autentici propugnatori della “sostenibilità consumeristica” la più giovane delle sostenibilità che insieme a quella ambientale, economica e sociale, deve secondo il nostro parere, caratterizzare qualsiasi bene o servizio prodotto. Sostenibilità fondata sulla massima trasparenza e la piena informazione di ciò che un consumatore deve conoscere. I consumatori devono alzare il tiro su questo tema, riprendere con maggior vigore le battaglie per un mangiare sano, per la qualità della vita, incalzare la politica perché rompa gli indugi e protegga di più la salute dei cittadini a partire dalla qualità del cibo per una “crescita felice” scandita più dal rispetto della persona e dall’ambiente che da un “consumismo” avido e incurante delle conseguenze negative planetarie che ci vengono imposte come male necessario di uno sviluppo “insostenibile”.

Roma, 22 maggio 2017

Furio Truzzi