Riscaldamento: quando accendere, come risparmiare

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Termosifone

Con la brutta stagione è tornato anche il momento di accendere i termosifoni e un po’ tutti ci domandiamo come fare per risparmiare sul gas e sui costi di riscaldamento, anche in considerazione dei continui aumenti che ritroviamo in bolletta.

Per prima cosa va detto che non possiamo accendere gli impianti a nostro piacere: i comuni italiani sono suddivisi in 6 zone climatiche e per ciascuna di queste la legge stabilisce le date di accensione e spegnimento dei riscaldamenti centralizzati ed autonomi.

Quando accendere il riscaldamento: le zone climatiche

La classificazione climatica dei comuni italiani è stata introdotta nel 1993 (DPR 412).

Le zone sono 6 e qui ricordiamo le principali per estensione:

Zona climatica E: comprende gran parte del Nord Italia, la pianura padana, città come Milano, Torino, Padova, Venezia, Trieste, e alcune città del Centro e del Sud (Perugia, Arezzo, Frosinone, L’Aquila, Campobasso, Potenza, Enna). Qui il riscaldamento si può accendere dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno.
Zona climatica D: ne fanno parte, tra gli altri, i comuni di Genova, Roma, Firenze, Ancona, Livorno, che possono attivare gli impianti dal 1° novembre al 15 aprile, per 12 ore al giorno.
Zona climatica C: vi sono incluse città come Napoli, Bari e Cagliari; il riscaldamento si può accendere dal 15 novembre al 31 marzo per 10 ore al giorno.

A fronte di speciali esigenze climatiche, i sindaci possono derogare da questi limiti, dandone immediata notizia alla popolazione.

Le regole per risparmiare riscaldamento e avere più comfort a casa nostra

L’ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha diffuso un decalogo per rendere più efficienti gli impianti di riscaldamento, essere in regola con la normativa, migliorare il comfort nelle nostre abitazioni e risparmiare in bolletta.
Ecco di seguito le 10 regole per risparmiare:

1. Eseguire la manutenzione degli impianti

È la regola numero uno, sia per motivi di sicurezza sia per evitare sanzioni: un impianto ben regolato consuma e inquina meno. Chi non effettua la manutenzione del proprio impianto rischia una multa a partire da 500 euro (DPR 74/2013).

2. Controllare la temperatura degli ambienti

Scaldare troppo la casa fa male alla salute e alle tasche: la normativa consente una temperatura fino a 22 gradi, ma 19 gradi sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Inoltre, per ogni grado abbassato si risparmia dal 5 al 10% sui consumi di combustibile.

3. Attenti alle ore di accensione

Il tempo massimo di accensione giornaliero cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Ci sono comuni in cui è possibile tenere acceso fino a un massimo di 14 ore al giorno, altri per un massimo di 8 ore giornaliere.

4. Installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone

Questa semplice soluzione consente di ridurre efficacemente le dispersioni di calore.

5. Schermare le finestre nella notte

Persiane o tapparelle chiuse, così come l’uso di tende pesanti sulle finestre riducono a loro volta le dispersioni di calore verso l’esterno.

6. Nessun ostacolo davanti e sopra i termosifoni

Collocare tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria, ostacola la diffusione del calore verso l’ambiente ed è fonte di sprechi. Attenzione, inoltre, a non lasciare troppo a lungo le finestre aperte: per rinnovare l’aria in una stanza bastano pochi minuti e si evitano inutili dispersioni di calore.

7. Fare un check-up alla propria casa

Chiedere a un tecnico di fare una diagnosi energetica dell’edificio è il primo passo da fare per valutare lo stato dell’isolamento termico di pareti e finestre e l’efficienza degli impianti di climatizzazione. La diagnosi suggerirà gli interventi da realizzare valutandone il rapporto costi benefici. Oltre ad abbattere i costi per il riscaldamento anche fino al 40%, gli interventi diventano ulteriormente convenienti se si usufruisce delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, l’Ecobonus, che consente di detrarre dalle imposte IRPEF o IRES dal 50 all’85% delle spese sostenute a seconda della complessità dell’intervento.

8. Valutare impianti di riscaldamento innovativi

Per legge, dal 2015, tranne poche eccezioni, si possono installare solo caldaie a condensazione. E’ opportuno valutare la possibilità di sostituire il vecchio generatore di calore con uno a condensazione o con una pompa di calore ad alta efficienza o con un generatore a biomassa oppure con un sistema ibrido, composto da una caldaia a condensazione e da una pompa di calore e, ove possibile, integrare questi impianti con collettori solari termici e/o impianti fotovoltaici. Anche questi interventi si possono realizzare usufruendo dell’Ecobonus e, limitatamente agli impianti fotovoltaici, delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie.

9. Soluzioni tecnologiche innovative

Anche la domotica aiuta a risparmiare. Cronotermostati e rilevatori di presenza elettronici consentono di regolare anche a distanza la temperatura degli ambienti e il tempo di accensione degli impianti di riscaldamento, in modo da mantenerli in funzione solo al bisogno. Anche questo intervento può fruire dell’Ecobonus.

10. Applicare valvole termostatiche

Queste apparecchiature servono a regolare il flusso dell’acqua calda nei termosifoni, consentendo di non superare la temperatura impostata per il riscaldamento degli ambienti. Obbligatorie per legge nei condomini, le valvole termostatiche permettono di ridurre i consumi fino al 20%. La loro installazione è opportuna quando si installa una caldaia a condensazione e diventa obbligatoria se si usufruisce dell’Ecobonus.

(Il Decalogo Confort e Risparmio Riscaldamento, a cura di Antonia Marchetti, è disponibile su www.efficienzaenergetica.enea.it)