Diamanti da investimento: multe confermate dal TAR. Per i risparmiatori è una buona notizia

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Ieri 15 novembre, subito dopo la pubblicazione delle sentenze del TAR del Lazio che hanno confermato le multe salatissime dell’Autorità per la Concorrenza ai broker e alle banche coinvolti nel caso diamanti da investimento, i legali di Assoutenti hanno voluto incontrare nuovamente a Genova i risparmiatori che hanno acquistato diamanti da investimento da Intermarket Diamond Business – IDB S.p.A. e Diamond Private Investment – DPI S.p.A. Sono infatti alcune decine solo in Liguria i risparmiatori coinvolti da questa vicenda che già dalla scorsa primavera Assoutenti sta seguendo per arrivare a riottenere quanto perso con l’investimento attraverso un’azione legale.

Le sentenze emesse dal TAR il 17 ottobre e pubblicate il 14 novembre, avendo confermato tutto l’impianto delle sanzioni comminate dall’Autorità, renderanno più semplice il percorso avviato e accrescono notevolmente le probabilità di successo in azioni legali singole contro chi ha raggirato i consumatori.

Il caso diamanti da investimento

Come ha scritto ieri Nicola Borzi su Il Fatto Quotidiano, che ricostruisce dettagliatamente tutta la vicenda, la vendita di diamanti da investimento in banca si è rivelata essere “un business opaco che negli ultimi 15 anni ha realizzato un fatturato stimato in almeno 2 miliardi sulla pelle di decine di migliaia di risparmiatori”.

Dopo le maximulte (per un totale di 15 milioni di euro) comminate dall’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato alle due imprese venditrici di diamanti da investimento Intermarket Diamond Business – IDB S.p.A. e Diamond Private Investment – DPI S.p.A., nonché alle banche che avevano agito come intermediarie, Unicredit e Banco BPM (con IDB), Intesa Sanpaolo e Banca Monte dei Paschi di Siena (con DPI), le società e le banche erano ricorse in appello.

I giudici del tribunale amministrativo hanno però rigettato i ricorsi affermando che le sanzioni dell’Autorità Garante sono pienamente motivate e commisurate alle modalità di offerta delle pietre “gravemente ingannevoli e omissive”, con prezzi “autonomamente fissati e progressivamente aumentati negli anni” dai broker.

Il TAR è severo anche con le banche: si parla di “asimmetria informativa” tra gli istituti di credito e i consumatori, che erano convinti di trattare con le banche (di cui avevano piena fiducia!) e non con le società specializzate.

Tutti i ricorsi, dunque, sono stati ritenuti infondati (banche e broker potranno eventualmente ancora ricorrere al Consiglio di Stato). Inoltre sulla stessa vicenda è aperta un’indagine della Procura di Milano per truffa.

Nelle prossime settimane Assoutenti, sulla base delle novità emerse con il pronunciamento del TAR, agirà a tutela dei risparmiatori che già si sono rivolti ai propri sportelli e di tutti coloro che vorranno farlo per andare a recuperare quanto perso: se anche tu sei un consumatore interessato dalla vicenda dimanti di investimento, iscriviti al nostro REGISTRO RISARCIMENTI oppure chiamaci allo 010 540256.