Come comportarsi dopo il crollo dei Fondi Immobiliari di Poste Italiane

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Il quartier generale di Poste Italiane a Roma. REUTERS/Alessandro Bianchi/File Photo

L’Invest Real Security, uno dei quattro fondi immobiliari di Poste Italiane collocati sul mercato tra il 2002 e il 2005, aveva come prima scadenza il 2013 ma poi il termine era stato prorogato di tre anni nella speranza che il mercato immobiliare vedesse una ripresa.

Come sappiamo, ciò non è avvenuto e persone che avevano creduto in un investimento presentato da Poste come a basso rischio, si sono ritrovate a fronteggiare una perdita che alla fine del 2016 va dal 50 all’80%.

A questo punto, però, i risparmiatori hanno denunciato la poca trasparenza informativa di Poste Italiane durante la collocazione dei fondi immobiliari in questione, rivolgendosi anche alle associazioni dei consumatori e chiedendo il rimborso del loro investimento.

È possibile, quindi, ottenere il rimborso? E chi può richiederlo?

La questione è molto più complicata di quanto si possa pensare; poiché ogni investitore ha un profilo di rischio diverso, bisognerà valutare, caso per caso, chi avrà diritto al rimborso.

Poste Italiane, spinta dal fatto di voler tutelare l’immagine di sicurezza finanziaria che da sempre caratterizza l’azienda, sta correndo ai ripari per non perdere la fiducia dei risparmiatori.

Per questo motivo, si è subito dimostrata disponibile ad aprire un tavolo delle trattative per venire incontro alle richieste dei risparmiatori; si sono già svolti incontri con l’obiettivo di formalizzare una proposta concreta con la specifica dei requisiti necessari per attivare la richiesta di conciliazione.

Per supportare e tutelare i risparmiatori che potrebbero rientrare nella procedura di rimborso di Poste Italiane e per tenerli aggiornati sugli sviluppi della situazione, Rete Consumatori Italia ha predisposto un modulo di adesione compilabile online a questo link.

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